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lunes, 14 de abril de 2014

DOMANI CI SARÀ L'ECLISSI TOTALE DI LUNA: ECCO COME VEDERE L'EVENTO IN DIRETTA



Domani, martedi 15 aprile, ci sarà l'eclissi totale di Luna, in piena mattinata italiana. Essa è la prima eclissi dell'anno: in tutto ne avremo quattro, due di Luna, due di Sole. Il nostro Paese, assieme a quasi tutta l'Europa e a una larga fetta del globo, verso oriente, non vedrà nulla del fenomeno, che sarà perfettamente visibile invece dalle Americhe. Il momento massimo, quello della totalità, verrà raggiunto alle ore09:47 italiane. La totalità durerà poco meno di un'ora e venti minuti.
Nella totalità, la Luna si tingerà di rosso, per via della luce diffusa dall'atmosfera della Terra, che in quel momento negerà alla Luna la vista del Sole.
Nella stessa area di cielo ove apparirà la Luna eclissata si osserverà brillante il pianeta Marte, di vivido colore rosso, e vicina alla Luna la stella Spica, azzurra, per un bellissimo contrasto cromatico. Al fine di consentire a tutti l'osservazione del fenomeno, il VirtualTelescope Project coordinerà un team internazionale che, collocato in diversi Paesi nella regione favorita, consentirà la copertura in tempo reale del fenomeno: il tutto in diretta a partire delle ore 08:30 su http://www.virtualtelescope.eu/webtv . Quest'anno nessuna eclissi sarà visibile dal nostro Paese, dunque questa costituisce una preziosa occasione.

domingo, 15 de diciembre de 2013

MARTE, ECCO LE TRACCE DI UN GRANDE LAGO. ''LA VITA ERA POSSIBLE SUL PIANETA ROSSO''



 Vita su Marte? Sì, no, forse. La prova è nelle tracce rimaste di un lago calmo di acqua dolce alimentato da fiumi che scorrevano in superficie e che possedeva elementi biologici chiave. Carbonio, idrogeno, zolfo, azoto e fosforo. Sarebbe esistito sul pianeta rosso circa 3,6 miliardi di anni fa e durato decine di migliaia di anni, ma forse centinaia di migliaia di anni. I risultati provenienti dalla missione Mars Science Laboratory (MSL) della Nasa sono stati prodotti dalle analisi, fra gli altri, dei ricercatori dell'Imperial College London. 
La prova è nelle tracce rimaste di un lago calmo di acqua dolce alimentato da fiumi che scorrevano in superficie e che possedeva elementi biologici chiave. Carbonio, idrogeno, zolfo, azoto e fosforo. Sarebbe esistito sul pianeta rosso circa 3,6 miliardi di anni fa e durato decine di migliaia di anni, ma forse centinaia di migliaia di anni. I risultati provenienti dalla missione Mars Science Laboratory (MSL) della Nasa sono stati prodotti dalle analisi, fra gli altri, dei ricercatori dell'Imperial College London. "L'acqua è la condizione senza la quale non potrebbe esistere la vita come la conosciamo, ma da sola non basta perché ci sia un ambiente favorevole alla vita", ha spiegato John Grotzinger, del California Institute of Technology (Caltech), coordinatore di una delle sei ricerche. Oltre all'acqua, prosegue "serve una fonte di energia che alimenti il metabolismo dei microrganismi, come carbonio, idrogeno, zolfo, azoto e fosforo". Ora si sa che su Marte questi elementi c'erano e questo, per Grotzinger, suggerisce che "nei primissimi miliardi di anni della sua storia la superficie di Marte fosse notevolmente diversa da quella attuale". Adesso, ha aggiunto il ricercatore su Science, "siamo in grado di dimostrare che il cratere Gale una volta ospitava un antico lago con caratteristiche adeguate a supportare una biosfera marziana basata su chemiolitoautotrofi".

miércoles, 9 de octubre de 2013

ISON SI AVVICINA, LA COMETA VISIBILE A FINE ANNO: ''SARÀ PIÙ LUMINOSA ANCHE DELLA LUNA PIENA''



La cometa più luminosa di sempre si sta avvicinando. Ison ha varcato da pochi giorni l'orbita di Marte e presto sarà visibile dal nostro pianeta. Una distanza che non permette ancora di osservarla a occhio nudo ma il potente occhio di Hubble è riuscito a fotografarla. Ison, che promette di essere la cometa del secolo, e che diventerà forse più luminosa anche della Luna piena nel nostro cielo alla fine del 2013, possiede già una chioma, risultato della sublimazione delle particelle di gas colpite dal calore e dal vento solare. Secondo la Nasa il nucleo della cometa misura circa quattro chilometri e mezzo di diametro mentre la sua coda è larga 5.000 chilometri e lunga più di 90.000. Ison si sta avvicinando al sole alla velocità di 75.000 chilometri all'ora e raggiungerà il perielio il 28 novembre

jueves, 22 de agosto de 2013

Volcan Etna


El volcán Etna, localizado en Sicilia (Italia), ha estado erupcionando por cientos de miles de años. El volcán produce fuentes de lava de más de un kilómetro de alto.

El volcán Etna no es sólo uno de los volcanes más activos en la Tierra, sino que es también uno de los más grandes, ya que mide más de 50 kilómetros de base y alcanza unos tres mil metros de altura. Esta foto fue tomada en Mayo del 2001 y se observan dos fuentes de lava cerca del centro, mientras que la lava hirviente baja por el volcán por la ladera que queda a la izquierda.

El volcán Etna es un volcán basáltico, está compuesto por un material similar al que compone Marte y produce canales de lava similares. La rotación de la Tierra es detectable en esta larga toma por las estelas que van dejando las luces de las estrellas.

SCOPERTI DUE NUOVI PIANETI EXTRASOLARI: ''HANO ACQUA, SONO SIMILI ALLA TERRA''



 Rassegnamoci: non siamo soli nell’universo. Il telescopio spaziale Kepler ha scoperto due pianeti fratelli della Terra, due sosia del nostro mondo nella Via Lattea. Pianeti dove potrebbe esserci acqua. E forse la vita.
Si tratta dei pianeti più simili alla Terra mai scoperti, fa sapere il gruppo di ricercatori guidato dall’americano William Borucki, del centro di ricerche Ames della Nasa, . La scoperta, che ha annunciato sulla rivista Science i risultati delle ricerche basate sui dati del telescopio spaziale Kepler. «I pianeti simili alla Terra esistono», dice l’astronomo Raffaele Gratton, dell’Osservatorio di Padova dell’Istituto Nazionale di Astrofisica (Inaf). Lo scopo di queste ricerche, prosegue Gratton, è capire se ci sono probabilità che questi sistemi ospitino la vita e magari trovarne le testimonianze.
I due fratelli della Terra fanno parte di un gruppo di pianeti nato intorno alla stella Kepler-62, che somiglia al Sole e dista fra 2.000 e 3.000 anni luce da noi. I due sosia della Terra, che i ricercatori ipotizzano solidi, con una composizione rocciosa o ghiacciata, con un’atmosfera con azoto, anidride carbonica e acqua, sono stati scoperti grazie alla tecnica dei transiti, che analizza le fluttuazioni nella luminosità di una stella nel momento in cui un pianeta le passa davanti, eclissandola parzialmente. I due pianeti ricevono dalla stella un flusso di luce simile a quello che Venere e Marte ricevono dal Sole e questo lascia supporre che possano ospitare un’atmosfera e acqua liquida.
«Un pianeta avvolto da un’atmosfera e con fiumi e mari sarebbe un Santo Graal per la planetologia extrasolare», scrive Science commentando la scoperta.

martes, 19 de febrero de 2013

Meteorito podría contener burbujas de aire marciano de hace 700.000 años



Cayó sobre el desierto de Marruecos el año pasado, poco después del anochecer de un día de julio, envuelto en una bola de fuego y creando no uno, sino dos explosiones sónicas. Llegó de Marte cargado de información valiosa, pero a pesar de la cercanía entre ambos mundos, su viaje duró 700.000 años.
Los científicos creen que el origen de este meteorito basáltico, del tipo shergotita, es originario de Marte porque posee una composición elemental e isotópica muy similar a la de las rocas y gas atmosférico de nuestro planeta vecino.
En el momento en que el impacto de algún meteoro o cuerpo celeste en Marte arrancó a esta roca de su planeta madre y la lanzó al espacio, un ancestro común a los humanos modernos y al extinto Neandertal aún vivía en África.
Los testigos oculares de su caída en el desierto cerca de Tata, en el sudeste de Marruecos, afirman que se dividió en dos cuando entró en la Tierra, a las 2 de la mañana del pasado 18 de julio del 2011. De hecho, se encontraron varias piezas en el lugar en el que cayó, que oscilan entre los 100 y los dos kilos, además de miles de pequeños fragmentos.
A parte de su edad, lo que hace valioso a este meteorito, bautizado como Tissint, es que a pesar de la ingente cantidad de meteoritos localizados en la Tierra (varios miles) apenas hay 65 clasificados como marcianos.
Además, las secas condiciones del desierto, y el hecho de que fuera recuperado por los científicos muy poco tiempo después de haber caído, ha evitado que sus niveles de contaminación terrestre fueran tan elevados como otras rocas marcianas recuperadas con anterioridad.
Es interesante además saber que las condiciones en que algunas partículas del meteorito viajaron por el espacio fueron muy parecidas a las de un "envasado al vacío", ya que el fuerte impacto que lo desgajó de Marte provocó una fusión de elementos que formaron un cristal negro que selló las firmas químicas del planeta rojo en su interior.
Según creen los investigadores de la Universidad Hassan II de Casablanca, algunas regiones de ese cristal negro presentes en el interior del meteorito podrían contener burbujas de aire marciano, rocas y trazas del suelo marciano. Como vemos, hasta que alguna futura misión a Marte consiga traer de vuelta a la Tierra muestras geológicas de aquel mundo para su estudio, este meteorito es lo más parecido que tenemos a una muestra de Marte en buen estado.
Solo queda esperar que revelan los estudios científicos sobre esta interesante roca, toda una "botella con mensaje" del Marte de hace 700.000 años.