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sábado, 12 de octubre de 2013

ALLARME AMBIENTE: ''I CAMBIAMENTI CLIMATICI FARANNO SPARIRE NEW YORK E LONDRA IN 45 ANNI''



L'Apocalisse è sempre più vicina, ma questa volta, ad annunciarlo non sono fantomatiche sette religiose ma la scienza. Città come New York e Londra potrebbero diventare inabitanili nei prossimi 45 anni a causa del riscaldamento globale.
La rivista Nature ha pubblicato uno studio dell'Università delle Hawaii che mostra come il pianeta si ribellerà all'uomo se non si interrompe il consumo smodato delle materie prime. Tutti gli Stati Uniti e man mano a seguire molti altri paesi e città saranno invasi dalle acque, questo comporterà dei notevoli flussi migratori in aree montuose e poco abitabili.
Il pianeta intero subisce cambiamenti climatici che sono sempre più evidenti e che potranno essere lesivi per l'uomo. La ricerca, che ha a seconda di quanto riportato dagli scienziati 5 o 6 anni di margine sui tempi di errore, lancia un allarme molto importante: o si arresta il consumo e lo sfruttamento smodato delle risorse primarie o il pianeta si ribellerà all'uomo.

sábado, 5 de octubre de 2013

RAPPORTO TERRA. L'ONU: ''HIMALAYA SI SCIOGLIE, SOS ACQUA IN 20 ANNI''




"Una realta' sempre piu' allarmante, con scenari che prevedono temperature globali in pericoloso aumento e conseguenze già gravi sulle persone e sui sistemi naturali" del pianeta. Questo - secondo il Wwf - il quadro che verra' delineato dal nuovo rapporto dell'Ipcc, il comitato intergovernativo sui cambiamenti climatici, da oggi riunito a Stoccolma per discutere il testo finale del Summary for Policy Makers del primo volume del loro nuovo rapporto. L'Ipcc alla fine della settimana rendera' noti il primo assesment complessivo sullo stato dei sistemi climatici planetari. "Il nostro ambiente naturale sta lanciando un appello di sofferenza e lo stiamo ignorando a nostro rischio e pericolo - ha detto Gianfranco Bologna, direttore scientifico del Wwf Italia - ma se i governi agiscono ora, in modo completo e immediato, avranno la possibilita' di cambiare il pericoloso percorso che abbiamo intrapreso." GHIACCIAI SI SCIOLGONO, SCORTE A RISCHIO IN 20 ANNI I ghiacciai della catena himalayana si stanno sciogliendo a ritmi talmente elevati che nel giro di due decenni saranno a rischio le scorte idriche di milioni di persone. L'allarme, sulle colonne del Financial Times, arriva dal Rachenda Pachauri, il presidente dell'Ipcc, il Gruppo intergovernativo di esperti sul cambiamento climatico delle Nazioni Unite. "E' qualcosa di cui preoccuparci davvero", ha affermato Pachauri, anticipando il rapporto che verrà diffuso la settimana prossima, il primo studio completo di sei anni di osservazioni sui cambiamenti climatici. Nel 2007 - ricorda il Ft - l'Ipcc affermò che i ghiacciai dell'Himalaya sarebbero scomparsi entro il 2035, una previsione "poco sostenuta dai dati", come l'organismo fu poi costretto ad ammettere, con Pachauri allora sul punto di dimettersi. Per questo rapporto "abbiamo fatto tutto quanto umanamente possibile per non incorrere in errori", ha detto Pachauri all'Ft. "Ci siamo scusati per gli errori precedenti, ma questo non cancella l'evidenza che i ghiacciai si stanno sciogliendo in tutto il globo, compreso l'Himalaya". Se quindi i ghiacciai himalayani non saranno scomparsi nel 2035, resta il fatto che "anche prima del 2035 ci saranno enormi variazioni sugli approvvigionamenti idrici che andranno a colpire 500 milioni di persone nel Sud dell'Asia e 250 milioni in Cina". I rapporto dell'Ipcc è solo il quinto in 25 anni di storia dell'organismo e il primo dal 2007.

jueves, 22 de agosto de 2013

''PRESTO UN TERREMOTO DISTRUTTIVO SULL'ITALIA''.



 L'Italia è sotto la minaccia di un terremoto che potrebbe essere distruttivo.
È questo l'allarme lanciato da Marco Mucciarelli, laureato in Fisica e professore universitario di Sismologia Applicata presso la Scuola di Ingegneria dell'Università della Basilicata. Mucciarelli è anche il direttore del Centro Ricerche Sismologiche dell'Istituto Nazionale di Oceanografia e Geofisica Sperimentale.

Nel suo blog ha sottolineato la veridicità di quanto dichiarato dal Capo Dipartimento della Protezione Civile che ha riconosciuto di aspettare un imminente terremoto che interesserebbe lo stivale. L'analisi parte con una semplice conta delle scosse definite catastrofiche, cioè con una magnitudo superiore ai 6.3 gradi. Dal 1100 a oggi se ne sono contati 59, anche se alcuni potrebbero non essere arrivati fino a noi. Prendendo per buono questo dato, significa però che la loro media si aggira su uno ogni 15 anni. E a oggi ne sono passati addirittura 33 dall'ultima violenta scossa registrata: era il 1980 e a tremare fu l'Irpinia. Questo significa che è già passato più del doppio del tempo dell'attuale media e che siamo ormai prossimi al periodo massimo mai intercorso tra scosse di questo tipo, 38 anni tra il sisma dell'Irpinia del 1930 e quello del 1968 del Belice.

Non è possibile fare delle stime molto precise o individuare data e luogo, ma bisogna tener conto che un episodio significativo di terremoto è prossimo e Mucciarelli invita a non farsi trovare impreparati.
Probabilmente più a rischio è il Sud dello Stivale. Secondo il professore in questo momento si parla di un 30% di possibilità; il calcolo è semplice: il 60% dei terremoti di quell'intensità avvengono nella sud dell'Italia, la media di attesa di questi eventi è di quattro anni e visto che la conta è cominciata l'anno scorso, il 50% delle probabilità parla di una scossa entro un anno. Ecco quindi arrivare la stima di una possibilità attestata intorno al 30%.

miércoles, 20 de febrero de 2013

ALLARME METEORITI: DOPO QUELLO RUSSO "PALLA DI FUOCO SULL'ITALIA DEL SUD"


 L'allarme meteoriti non sarebbe cessato, perché in serata sarebbe stata avvista una "palla di fuoco" anche nei cieli del Sud Italia. Il tam tam di nuovi avvistamenti di bolidi che attraversano il cielo sopra le regioni del Sud Italia si sta propagando nel web. "Bolide avvistato pochi minuti fa nei cieli del sud Italia: le prime segnalazioni", scrive ad esempio Meteoweb.eu, riportando gli avvistamenti di una luminosa palla di fuoco avvistata nei cieli del Sud Italia. Le prime segnalazioni sarebbero pervenute dallo Stretto di Messina, con la segnalazione di un bolide sul mar Ionio, con direttrice da nord verso sud, di colorazione verdastra e di magnitudine molto brillante. Ma al momento non ci sarebbero riscontri da parte degli Enti di vigilanza.


"IN RUSSIA 1.200 FERITI, TRA LORO 200 BAMBINI" È di circa 1.200 feriti il bilancio dell'improvvisa pioggia di frammenti di meteoriti che si è abbattuta su Celiabinsk, negli Urali russi. Lo ha reso noto il ministero dell'Interno russo, sottolineando che tra loro ci sono almeno 200 bambini. Gran parte dei feriti sono stati colpiti da vetri delle finestre infranti dall'impatto. La maggioranza delle persone ferite hanno subito traumi leggeri, hanno spiegato le autorità russe, fatta eccezione per due persone rimaste ferite in modo grave a Kopeisk. Tremila gli edifici danneggiati.