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martes, 18 de agosto de 2015

SUPERVULCANO, SCOPERTO UN LAGO DI MAGMA TRA POZZUOLI E NAPOLI: "HA UN DIAMETRO DI 3 KM"



Sistemi sempre più perfetti per misurare la febbre del bradisismo flegreo. L’altalena perenne della terra ballerina al centro degli ultimi sondaggi della comunità scientifica internazionale. 

Un vero e proprio laghetto di magma si sarebbe formato in una profondità di tre chilometri nell’area epicentrale della Solfatara, senza peraltro provocare conseguenze allarmanti nell'attività fisiologica del fenomeno, ormai studiato dai vulcanologi di tutto il mondo.
 
Almeno trenta centimetri di sollevamento negli ultimi dieci anni, ma nessun segnale precursore di un possibile risveglio o di una crisi sismica. Per monitorare costantemente non soltanto il territorio flegreo, ma l'intera area vulcanica napoletana, negli ultimi tempi Cnr e Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia, d'intesa con i ricercatori dell'Osservatorio Vesuviano, hanno predisposto una rete sofisticata per tenere sotto controllo l'evoluzione del magma e percepire il minimo elemento di trasformazione dell'attività sismica. Attraverso un sistema capillare di satelliti e impianti Gps sarà possibile controllare da un capo all'altro il territorio a rischio. Facile prevedere l'importanza delle nuove tecniche per la prevenzione e la sicurezza di un bacino demografico ormai vastissimo (la nuova zona rossa dei Campi Flegrei comprende 750mila persone, penetrando sino al centro di Napoli). Lo studio consentirà di calcolare le modalità di risalita del magma nell'area epicentrale, rilevando deformazioni anche millimetriche della superficie terrestre.
 
Un meccanismo probabilmente comune ad altre caldere, quali Yellowstone negli Usa e Rabaul in Papua Nuova Guinea. La ricerca, pubblicata su Scientific Reports, fornisce nuovi sistemi di monitoraggio utili ad affrontare eventuali future crisi vulcaniche. I dati acquisiti dai satelliti e dai ricevitori Gps della rete di sensori presenti nell’area dei Campi Flegrei serviranno per monitorare le deformazioni della superficie terrestre e conoscere, in tempo reale, l’andamento del sollevamento del suolo all'interno della caldera. In campo i ricercatori dell’Istituto per il rilevamento elettromagnetico dell'ambiente del Consiglio nazionale delle ricerche (Cnr-Irea) e dell’Osservatorio vesuviano dell’Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia (Ingv-Ov). Secondo gli autori dello studio il magma del laghetto sotterraneo potrebbe raffreddarsi rapidamente, diminuendo le possibilità di un'eruzione.
 
A provocare l'altalena del suolo flegreo attraverso i millenni, d'altra parte, le ricerche degli studiosi hanno sempre indicato come causa l'immissione di fluidi idrotermali (acqua e gas) nelle rocce della caldera e non l'attività del magma. Negli ultimi 10 anni, come accennato, il suolo si è sollevato di quasi 30 centimetri, tanto che nel 2012, il Dipartimento della Protezione Civile ha innalzato dal verde (quiescenza) al giallo (attenzione) il livello di allerta per la sicurezza degli abitanti nei Campi Flegrei. Sul più recente episodio, tra il 2012 ed il 2013, il fenomeno sarebbe invece da attribuire alla risalita di magma a bassa profondità (circa 3 km) che si inietta nelle rocce del sottosuolo formando uno strato sottile, noto come sill ( cioè un corpo magmatico con sviluppo prevalentemente orizzontale).
 
Questo sill, misurato in un raggio di 2-3 km, forse era già presente nel sottosuolo durante le crisi bradisismiche degli scorsi decenni. Dopo una lunga fase di depressione successiva alla nascita di Monte Nuovo (Settembre 1538), come si sa, la terra ballerina flegrea riprese a sollevarsi, provocando l'emergenza del marzo '70 con lo sgombero del Rione Terra. Nei primi anni '80 la grande paura, un sollevamento di ben 180 centimetri e l'esodo di quarantamila puteolani dalle case del centro antico.

sábado, 5 de octubre de 2013

TEREMOTO TRA IRPINIA E PUGLIA: SCOSSA DI MAGNITUDO 2



 Una lieve scossa di terremoto è stata registrata stamattina tra la provincia di Avellino e quella di Foggia.
Il sisma, di magnitudo 2.0 e profondità di 10,6 chilometri, è stato registrato alle ore 7.43 nella zona dei Monti della Daunia e ha avuto come epicentro i comuni di Zungoli e Scampitella, in provincia di Avellino. La scossa, avvertita nei comuni del comprensorio della Valle dell'Ufita, non ha provocato danni a persone o cose.

TERREMOTO ALLE 20.22 AL LARGO DI PALERMO. ''SCOSSA DI MAGNITUDO 3.3''



 Una scossa di terremoto al largo è stata avvertita dalla popolazione a Palermo alle 20.22. Il sisma ha avuto una magnitudo di 3.3 e profondità di 10 km a metaà distanza circa tra il capoluogo e l'isola di Ustica. Non si registrano danni a persone o cose.

miércoles, 11 de septiembre de 2013

SCOSSA DI TERREMOTO DI MAGNITUDO 5.8 IN PERÙ



 Il Servizio geologico degli Stati Uniti (Usgs) ha registrato una scossa di terremoto di magnitudo 5.7 alle 18:02 di ieri (l'1:02 di oggi in Italia) nel sud del Perù. Secondo i rilevamenti dell'Usgs, il sisma ha avuto ipocentro a 47,1 km di profondità ed epicentro 46 km a sudovest del villaggio di Anta, nella regione di Apurimac. Non si hanno al momento segnalazioni di danni a persone o cose. 

METEORITI IN RUSSIA, OLTRE 1.000 FERITI: "200 BAMBINI"


È di circa 1.200 feriti il bilancio dell'improvvisa pioggia di frammenti di meteoriti che questa mattina si è abbattuta su Celiabinsk, negli Urali russi. Lo ha reso noto il ministero dell'Interno russo, sottolineando che tra loro ci sono almeno 200 bambini. Gran parte dei feriti sono stati colpiti da vetri delle finestre infranti dall'impatto. oltre mille i feriti in seguito alla caduta di frammenti di meteorite nella regione di Cheliabinsk.
Lo ha dichiarato Mikhail Yurevich, governatore della regione di Cheliabinsk. In maggioranza colpiti da trauma leggeri, ha spiegato, fatta eccezione per due feriti gravi a Kopeisk. Tremila gli edifici danneggiati, annuncia il Comune.
Tra i feriti anche più di 200 bambini, di cui due in terapia intensiva. Una pioggia tanto inattesa che il presidente Vladimir Putin, impegnato nel G20 a Mosca, si è detto preoccupato criticando velatamente i sistemi di allerta «non del tutto efficaci», e chiedendo alle autorità di fornire maggiore aiuto ai cittadini.
Mentre il premier Dmitri Medvedev dal Forum Economico di Krasnoyarsk ha commentato: «è la prova che non solo l'economia è vulnerabile, ma l'intero pianeta». Questa mattina la città nella Russia Centrale di un milione di abitanti si è risvegliata tra lampi di luce e violente esplosioni a bassa quota, presumibilmente causate dall'onda d'urto dei frammenti nell'atmosfera.
La maggioranza dei feriti - nessuno grave - è stata colpita dai vetri delle finestre infranti dall'impatto. Chiuse scuole e asili nella regione. Il fenomeno è stato registrato anche a Tyumen, Kurgan, Sverdlovsk e nel Nord del Kazakhstan. Inviati sul posto 10mila agenti di polizia e 20mila uomini della Protezione Civile. Secondo l'Accademia delle Scienze russa, la massa del meteorite era di circa 10 tonnellate: è entrato nell'atmosfera alla velocità di 15-20 km al secondo, e si è distrutto all'altezza di 30-50 km. Tre schegge sono già state individuate, annuncia il ministero degli Interni, nei distretti circostanti di Chebarkul e di Zlatust.
Panico tra i malcapitati, alcuni dei quali hanno temuto una «fine del mondo» in ritardo sul calendario Maya; ma anche ironia sul web: «È un segnale per Putin: dopo il papa, deve dimettersi». Non mancano le teorie del complotto: per il leader nazionalista Vladimir Zhirinovski non di meteoriti si tratta, ma del collaudo di una nuova arma realizzato dagli americani, «provocatori guerrafondai».

TERREMOTO DI MAGNITUDO 3.6 NEL TIRRENO, AL LARGO DELLA CALABRIA



 Un terremoto di magnitudo 3.6 è stato registrato al largo delle coste calabresi occidentali, a metà strada circa tra Eolie e il comune di Vibo Valentia. La scossa, alle 0.01, davanti la provincia di Vibo Valentia, ha avuto ipocentro a 213,2 km di profondita' ed epicentro oltre 20 km dalla terraferma ed è stata lievemente avvertita sia sulla terraferma che sulle principali isole eoliane, tra cui Stromboli e Lipari. Non vengono segnalati danni a persone e cose.

viernes, 6 de septiembre de 2013

TERREMOTO A PORDENONE, SCOSSA DI 3.5: AVVERTITA IN TUTTA LA PROVINCIA





La terra continua a tremare.
Una forte scossa di terremoto, infatti, è stata avvertita alle 16.00 in provincia di Pordenone.

La scossa, secondo quanto riferito dalla Protezione civile del Friuli Venezia Giulia, ha avuto una magnitudo di 3,5 gradi Richter con epicentro a 4 chilometri a Nord di Barcis (Pordenone) ed è stata registrata alle 15.59. È stata avvertita distintamente in tutta la provincia e i sindaci della Valcellina hanno disposto l'uscita delle squadre di volontari ma - al momento - non si registrano danni a persone o cose.

GENTE IN STRADA «Non abbiamo registrato danni, ma la paura è stata tanta». Lo ha detto il sindaco di Claut (Pordenone), Gionata Sturam, che al momento del sisma si trovava fuori paese e che è stato tuttavia raggiunto da decine di telefonate di concittadini. «I miei collaboratori - ha riferito - mi hanno raccontato che la gente è scesa in strada e che la scossa è stata preceduta da un piccolo boato. Fortunatamente - ha concluso il primo cittadino del comune a ridosso dell'epicentro - non si registrano problemi: il sopralluogo delle nostre squadre di volontari e dei vigili del fuoco ha dato esito negativo». «Tutto è sotto controllo - ha indicato il sindaco di Barcis, Tommaso Olivieri -: appena dopo il terremoto, le persone sono tornate in casa e dalle prime perlustrazioni non sembra ci siano problemi nemmeno per gli immobili, compresi i fabbricati molto vecchi». Il sisma è stato avvertito distintamente anche a Pordenone e in gran parte della provincia, ma anche nel Bellunese e in provincia di Udine. I centralini del 115 hanno ricevuto numerose telefonate di persone che volevano essere rassicurate sull'entità della scossa tellurica e sull'assenza di problemi per le persone.

jueves, 22 de agosto de 2013

TERREMOTO NEL CILENTO DI MAGNITUDO 3.3 AVVERTITO STAMANI ALLE 7.16







Una scossa di terremoto è stata avvertita lievemente dalla popolazione alle 7.16 di sabato mattina nel Cilento.
L'istituto nazionale di vulcanologia ha registrato una magnitudo di 3.3 con epicentro a San Mauro del Cilento (profondità 315 km). Tra i centri vicini alla scossa Castellabate ed Agropoli. Non ci sono al momento notizie di danni a persone o cose.

TERREMOTO, SCOSSA A MANFREDONIA DI 2.8: ''L'EPICENTRO NEL GOLFO''



Una scossa di terremoto di magnitudo 2.8 si è verificata alle 16.15 nelle acque del golfo di Manfredonia, a 2.7 chilometri di profondità.

La scossa è stata registrata dai sismografi dell'Istituto nazionale di geofisica e vulcanologia. Non si registrano danni a persone o cose.