È il pianeta più simile alla Terra mai osservato: si chiama Kepler-78b, è distante circa 700 anni luce, è roccioso e ha dimensioni, massa e densità molto simili a quelle della Terra. Descritto in due articoli sulla rivista Nature, è stato scoperto anche grazie a ricercatori italiani dell'Istituto Nazionale di Astrofisica (Inaf). Questo fratello della Terra senza precedenti ha un nucleo di ferro e orbita intorno alla stella Kepler-78. C'è un solo problema e non di poco conto: è troppo caldo per poter ospitare forme di vita. La sua orbita è infatti strettissima: un periodo di rivoluzione della durata di sole 8,5 ore e distante un centesimo di Unità Astronomica (poco più di un milione di chilometri) dalla sua stella che, sebbene abbia circa il 70% di massa del nostro Sole, a quella distanza rende la superficie decisamente rovente. OPERAZIONE KEPLER Il pianeta è uno dei circa mille candidati individuati dal satellite americano Kepler, progettato per trovare pianeti simili alla Terra all'esterno del Sistema Solare e che per questo si è guadagnato la fama di 'cacciatore di pianeti'. Purtroppo dallo scorso maggio è fuori uso a causa di un malfunzionamento dei suoi giroscopi. Alla scoperta di Kepler-78b ha collaborato anche Harps-N, lo spettrometro installato al Telescopio Nazionale Galileo (Tng), nelle isole Canarie. «È un risultato straordinario», ha detto il presidente dell'Inaf, Giovanni Bignami, al quale fa capo il Tng. «Mai - ha aggiunto - si era arrivati così vicini ad individuare un pianeta di massa e densità simili a quelli della Terra. Una dimostrazione di come la caccia agli esopianeti si stia affinando e di quanto sia stata corretta la scelta di installare lo spettrometro Harps al Telescopio Nazionale Galileo, mettendolo nelle condizioni di guardare lo stesso emisfero del satellite Kepler, usando sinergicamente due tecniche per rilevare pianeti extrasolari».
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domingo, 24 de noviembre de 2013
KEPLER-78B, IL PIANETA GEMELLO DELLA TERRA. DISTA 700 ANNI LUCE, HA CONDIZIONI SIMILI
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sábado, 5 de octubre de 2013
RAPPORTO TERRA. L'ONU: ''HIMALAYA SI SCIOGLIE, SOS ACQUA IN 20 ANNI''
"Una realta' sempre piu' allarmante, con scenari che prevedono temperature globali in pericoloso aumento e conseguenze già gravi sulle persone e sui sistemi naturali" del pianeta. Questo - secondo il Wwf - il quadro che verra' delineato dal nuovo rapporto dell'Ipcc, il comitato intergovernativo sui cambiamenti climatici, da oggi riunito a Stoccolma per discutere il testo finale del Summary for Policy Makers del primo volume del loro nuovo rapporto. L'Ipcc alla fine della settimana rendera' noti il primo assesment complessivo sullo stato dei sistemi climatici planetari. "Il nostro ambiente naturale sta lanciando un appello di sofferenza e lo stiamo ignorando a nostro rischio e pericolo - ha detto Gianfranco Bologna, direttore scientifico del Wwf Italia - ma se i governi agiscono ora, in modo completo e immediato, avranno la possibilita' di cambiare il pericoloso percorso che abbiamo intrapreso." GHIACCIAI SI SCIOLGONO, SCORTE A RISCHIO IN 20 ANNI I ghiacciai della catena himalayana si stanno sciogliendo a ritmi talmente elevati che nel giro di due decenni saranno a rischio le scorte idriche di milioni di persone. L'allarme, sulle colonne del Financial Times, arriva dal Rachenda Pachauri, il presidente dell'Ipcc, il Gruppo intergovernativo di esperti sul cambiamento climatico delle Nazioni Unite. "E' qualcosa di cui preoccuparci davvero", ha affermato Pachauri, anticipando il rapporto che verrà diffuso la settimana prossima, il primo studio completo di sei anni di osservazioni sui cambiamenti climatici. Nel 2007 - ricorda il Ft - l'Ipcc affermò che i ghiacciai dell'Himalaya sarebbero scomparsi entro il 2035, una previsione "poco sostenuta dai dati", come l'organismo fu poi costretto ad ammettere, con Pachauri allora sul punto di dimettersi. Per questo rapporto "abbiamo fatto tutto quanto umanamente possibile per non incorrere in errori", ha detto Pachauri all'Ft. "Ci siamo scusati per gli errori precedenti, ma questo non cancella l'evidenza che i ghiacciai si stanno sciogliendo in tutto il globo, compreso l'Himalaya". Se quindi i ghiacciai himalayani non saranno scomparsi nel 2035, resta il fatto che "anche prima del 2035 ci saranno enormi variazioni sugli approvvigionamenti idrici che andranno a colpire 500 milioni di persone nel Sud dell'Asia e 250 milioni in Cina". I rapporto dell'Ipcc è solo il quinto in 25 anni di storia dell'organismo e il primo dal 2007.
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domingo, 3 de marzo de 2013
QUATTRO COMETE ''SFILERANNO'' NEL 2013 INIZIA PANSTARRS TRA POCHI GIORNI
LE COMETE La cometa, spiega il presidente dell'Unione Astrofili Italiani (Uai), Mario Di Sora, «anche se molto bassa sull'orizzonte, dovrebbe cominciare a essere visibile dal 9 marzo e fino all'11 raggiungerà la sua massima luminosità. Ma si potrà osservare meglio appena inizierà ad alzarsi sull'orizzonte, fra il 15 e il 16». L'oggetto, spiega Masi, dovrebbe avere una luminosità di magnitudine 2, come la stella polare. Per osservarla, prosegue, «bisognerà guardare verso ovest, subito dopo il tramonto. Inizialmente l'oggetto sarà visibile nella costellazione dei Pesci e si dirigerà nella costellazione di Pegaso fino a solcare le stelle di Andromeda a fine marzo» quando lascerà i nostri cieli. Vari gli eventi organizzati dalla Uai: il 15 marzo osservazioni presso l'Osservatorio di Campocatino (Frosinone) e presso l'Osservatorio Fuligni di Rocca Priora (Roma); il 16 marzo osservazioni a Noci (Bari). A metà marzo si affaccerà nel cielo anche la cometa C/2012 T5 Bressi. Ma sarà bassissima sull'orizzonte e non visibile ad occhio nudo. Poi arriverà la cometa Lemmon, che, rileva Masi, esordirà nel cielo boreale a cominciare dalla metà di aprile. Ma la sua luminosità sarà intorno alla magnitudine 5, e dunque per vederla è consigliabile un modesto binocolo. A chiudere 'l'anno delle cometè sarà Ison, che si annuncia memorabile. Potrebbe diventare la super-cometa di Natale 2013. Si prevede molto luminosa, probabilmente, sottolinea l'Istituto Nazionale di Astrofisica (Inaf), come la Luna e sarà visibile anche di giorno
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