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lunes, 31 de marzo de 2014

Sisma tra Perugia e Urbino



Una scossa di terremoto di magnitudo 3.1 è stata registrata alle 6:03 nel distretto sismico del Metauro, tra le province di Perugia e Pesare-Urbino. Secondo l'Istituto nazionale di geofisica e vulcanologia (Ingv), il sisma ha avuto ipocentro a 8,3 km di profondità e i comuni più vicini all'epicentro sono stati quelli di Apecchio e Pietralunga. Una seconda scossa di magnitudo 2.2 è stata registrata pochi minuti dopo, alle 6:11. Non segnalati danni.

martes, 14 de enero de 2014

''IL VULCANO MARSILI È ANCORA ATTIVO E PERICOLOSO''. UN'ERUZIONE PUÒ CAUSARE UNO TSUNAMI NEL TIRRENO



C'è un gigante sommerso che fa paura nel mar Tirreno. Si tratta del Marsili, che con i suoi 70 km di lunghezza e i 30 di larghezza, è il vulcano più grande d'Europa e del Mediterraneo. Nonostante gli oltre tremila metri di altezza dal fondo marino, la vetta resta ben 500 m sotto la superficie. 
ATTIVO E PERICOLOSO. "Il vulcano è ancora attivo". A stabilirlo, con un lavoro pubblicato su 'Gondwana Research', un gruppo di ricerca internazionale che comprende l'Istituto per l'ambiente marino costiero del Consiglio nazionale delle ricerche di Napoli (Iamc-Cnr) e l'Istituto nazionale di geofisica e vulcanologia di Roma (Ingv). Una campagna di esplorazione, cominciata nel 2006 a bordo della nave oceanografica 'Universitatis', ha fatto un punto di chiarezza scientifica sulla natura di questo vulcano sottomarino, della cui potenziale pericolosita' si discute molto poiche' e' nota da tempo la sua attivita' sismica e idrotermale. TEORIE SMENTITE. "L'ipotesi piu' accreditata dagli studiosi era quella che considerava cessata, all'incirca 100.000 anni fa, l'attivita' eruttiva del vulcano - dice Mattia Vallefuoco, dell'Iamc-Cnr - nel corso della missione, finalizzata ad acquisire nuovi dati sui prodotti emessi dal Marsili e sulla loro età, è stata prelevata ad una profondita' di 839 metri una colonna di sedimento che ha evidenziato due livelli di ceneri vulcaniche dello spessore di 15 e 60 centimetri, la cui composizione chimica risulta coerente con quella delle lave del vulcano". Per risalire all'eta' degli strati di questa 'carota' di ceneri i ricercatori si sono serviti del carbonio 14. NATURA ESPLOSIVA. "Le due analisi eseguite sui gusci di organismi fossili contenuti nei sedimenti hanno fornito rispettivamente eta' di 3000 e 5000 anni - afferma Guido Ventura, ricercatore Ingv - datazioni che testimoniano una natura almeno parzialmente esplosiva del Marsili in tempi storici". RISCHIO TSUNAMI. Molti gli studi condotti in questi anni. In caso di eruzione marina molto violenta del Marsili o degli altri giganti sommersi vicini Vavilov e Magnaghi, potrebbe generarsi uno tsunami nel Tirreno. Gli stessi effetti potrebbero verificarsi con una grossa frana. La vicinanza del Marsili alle coste di Campania, Calabria e Sicilia renderebbe impossibile trasmettere un'allerta in caso di tsunami. Un'onda anomala impiegherebbe solo una trentina di minuti per raggiungere la costa più vicina. MONITORAGGIO. "A questo punto sono necessarie nuove ricerche per implementare un sistema di monitoraggio che possa valutare l'effettiva pericolosità connessa a una possibile eruzione sottomarina. Non è da escludere - avverte Guido Ventura - che il Marsili venga inserito nella lista dei vulcani italiani attivi come Vesuvio, Campi Flegrei, Stromboli, Etna, Vulcano e Lipari". Alla ricerca hanno collaborato anche l'Universita' Gabriele d'Annunzio di Chieti, la Schlumberger Information Solutions di Madrid, la Leibniz University di Hannover e la societa' Eurobuilding Spa di Servigliano.

sábado, 5 de octubre de 2013

TERREMOTO NELLA ZONA DEL CONERO: MAGNITUDO 3.3, AVVERTITO AD ANCONA



Scossa di terremoto di magnitudo 3.3 è stata avvertita distintamente alle 17.43 in tutta la zona del Conero già investita questa estata da una serie sisismica di varia intensità. L'epicentro è stato registrato dall'Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia a 24 chilometri al largo a una profondità di 8 chilometri. La scossa, avvertita anche a Osimo e nel Maceratese, ha avuto breve durata. Comprensibile paura ma, al momento, non si registrano danni a persone o cose.

miércoles, 11 de septiembre de 2013

TERREMOTO, SCOSSA DI 2.7 A ROMA: ''EPICENTRO NEI MONTI CORNICOLANI-ANIENE''



Scossa di terremoto a Roma. La scossa sismica di magnitudo 2.7 è stata avvertita nei pressi di Roma alle 11.18.

Secondo i rilievi dell'Ingv l'evento sismico è stato localizzato nel distretto dei Monti Cornicolani-Aniene e si è verificato ad una profondità di 17 km.

I Comuni più vicini all'epicentro, secondo quanto riporta il sito dell'Istituto nazionale di geofisica e vulcanologia, sono Castel Madama, Guidonia Montecelio, Marcellina, Palombara Sabina, San Polo dei Cavalieri, Sant'Angelo Romano e Tivoli, tutti in provincia di Roma.

viernes, 6 de septiembre de 2013

DUE TERREMOTI IN SICILIA, PAURA A MESSINA E ALLE EOIE. ''UN RICERCATORE LI AVEVA REVISTI''



Due forti scosse subito dopo l'una di notte sono state chiaramente avvertite dalla popolazione nella Sicilia nord-orientale. La terra ha tremato all'1.04 (magnitudo 4.1) e due minuti dopo (4.2).
Secondo i rilevamenti dell'Istituto nazionale di geofisica e vulcanologia (Ingv), i terremoti hanno avuto ipocentro entrambi a 10,4 km di profondita' ed epicentro in prossimita' dei comuni di Brolo, Ficarra, Gioiosa Marea, Librizzi, Montagnareale, Patti, Piraino, Raccuja, Sant'Angelo di Brolo e Sinagra. Gli eventi sismici sono stati chiaramente avvertiti a Messina e anche sulle isole Eolie, dove popolazione e turisti sono usciti da case e alloggi spaventati dalle scosse. I palazzi hanno tremato anche a Reggio Calabria. Al momento non si hanno segnalazioni di danni a persone o cose.

MOLTE REPLICHE. Repliche di minore intensità vengono registrate nelle zona in rapida sequenza. La scossa più forte all'1.10 di magnitudo 2.6.

PREVISIONE CHOC. Un ricercatore inglese, Luke Thomas, aveva previsto una forte scossa tra Catania e Messina proprio dopo ferragosto. Tutti i media siciliani tre giorni fa avevano riportato la notizia dandole scarsissimo credito.

jueves, 22 de agosto de 2013

''PRESTO UN TERREMOTO DISTRUTTIVO SULL'ITALIA''.



 L'Italia è sotto la minaccia di un terremoto che potrebbe essere distruttivo.
È questo l'allarme lanciato da Marco Mucciarelli, laureato in Fisica e professore universitario di Sismologia Applicata presso la Scuola di Ingegneria dell'Università della Basilicata. Mucciarelli è anche il direttore del Centro Ricerche Sismologiche dell'Istituto Nazionale di Oceanografia e Geofisica Sperimentale.

Nel suo blog ha sottolineato la veridicità di quanto dichiarato dal Capo Dipartimento della Protezione Civile che ha riconosciuto di aspettare un imminente terremoto che interesserebbe lo stivale. L'analisi parte con una semplice conta delle scosse definite catastrofiche, cioè con una magnitudo superiore ai 6.3 gradi. Dal 1100 a oggi se ne sono contati 59, anche se alcuni potrebbero non essere arrivati fino a noi. Prendendo per buono questo dato, significa però che la loro media si aggira su uno ogni 15 anni. E a oggi ne sono passati addirittura 33 dall'ultima violenta scossa registrata: era il 1980 e a tremare fu l'Irpinia. Questo significa che è già passato più del doppio del tempo dell'attuale media e che siamo ormai prossimi al periodo massimo mai intercorso tra scosse di questo tipo, 38 anni tra il sisma dell'Irpinia del 1930 e quello del 1968 del Belice.

Non è possibile fare delle stime molto precise o individuare data e luogo, ma bisogna tener conto che un episodio significativo di terremoto è prossimo e Mucciarelli invita a non farsi trovare impreparati.
Probabilmente più a rischio è il Sud dello Stivale. Secondo il professore in questo momento si parla di un 30% di possibilità; il calcolo è semplice: il 60% dei terremoti di quell'intensità avvengono nella sud dell'Italia, la media di attesa di questi eventi è di quattro anni e visto che la conta è cominciata l'anno scorso, il 50% delle probabilità parla di una scossa entro un anno. Ecco quindi arrivare la stima di una possibilità attestata intorno al 30%.

L'ETNA VERSO LA DECIMA ERUZIONE. ESPLOSIONI E FONTANE DI LAVA


 Forti boati e piccole scosse sismiche annunciano un'altra eruzione dell'Etna, la decima dall'inizio dell'anno. L’ultimo parossismo si è avuto nel pomeriggio del 3 Aprile, con fontane di lava e forti esplosioni, emissione di colate di lava dai fianchi sud, sud-est e nord-est del cono, e la produzione di una nube di materiale piroclastico.
Per ora non si è avuta alcuna eruzione ma dati i fenomeni che si stanno susseguendo da un po' di giorni per gli esperti sembra essere prossima. Per la sicurezza degli abitanti l’INGV, l’istituto nazionale di Geofisica e Vulcanologia, sta tenendo monitorata la situazione.

TERREMOTO, SCOSSA A MANFREDONIA DI 2.8: ''L'EPICENTRO NEL GOLFO''



Una scossa di terremoto di magnitudo 2.8 si è verificata alle 16.15 nelle acque del golfo di Manfredonia, a 2.7 chilometri di profondità.

La scossa è stata registrata dai sismografi dell'Istituto nazionale di geofisica e vulcanologia. Non si registrano danni a persone o cose.