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jueves, 17 de octubre de 2013

PIOGGE DI DIAMANTI SU GIOVE E SATURNO: LA SUGGESTIVA SCOPERTA DELLA SONDA CASSINI







​Passi avanti nello studio dei due pianeti più grandi del Sistema Solare. Piogge di diamanti liquidi su Giove e Saturno, pianeti sui quali galleggerebbero inoltre enormi iceberg di diamante. Lo rivela una ricerca pubblicata dal California Specialty Engineering di Pasadena negli Usa, in base alla quale pezzi di diamante potrebbero fluttuare nei fluidi di idrogeno ed elio che compongono l'atmosfera dei due pianeti giganti del sistema solare. A profondità più elevate, la pressione e le temperature estreme scioglierebbero le gemme preziose, provocando vere e proprie piogge di diamanti liquidi, secondo i ricercatori. "I nuovi dati disponibili hanno confermato che in profondità, i diamanti potrebbero galleggiare su Saturno, alcuni talmente grandi da poter esser chiamati 'diamondberg'" scrivono Mona Delitsky del California Specialty Engineering e Kevin Baines dell'University of Wisconsin-Madison, autori della ricerca presentata a Denver al convegno annuale della Divisione Scienze planetarie dell'American Astronomical Society. I diamanti si possono formare quando il carbonio, sotto forma di di grafite o fuliggine create dalle colossali tempeste elettriche nell'atmosfera di Saturno, cade nell'atmosfera profonda e viene compattato dalla pressione a formare la gemma. I diamanti solidi proseguono poi la loro discesa nelle profondità del pianeta, dove, vicino al nucleo, si liquefanno. Gli scienziati ipotizzano da tempo che diamanti relativamente stabili compongano i nuclei relativamente freddi di pianeti quali Nettuno e Urano, lontanissimi dal Sole, ma finora si pensava che Giove e Saturno fossero troppo caldi per permettere la formazioni dei diamanti solidi. Ma grazie a sonde robotiche, gli uomini potranno in futuro estrarre diamanti da Giove e Saturno. Baines e Delitsky hanno addirittura scritto un libro in cui pronosticano che navi spaziali minerarie, pilotate da robot, potranno in futuro raccogliere diamanti sui due pianeti ei riportarli sula Terra.

jueves, 22 de agosto de 2013

'SUPER-TERRE' ABITABILI: TRE PIANETI VICINI A NOI POTREBBERO OSPITARE FORME DI VITA






Pianeti in grado di ospitare forme di vita a pochi anni luce dalla terra.
Nelle vicinanze della Terra, a soli 22 anni luce dal nostro sistema solare, ci sono tre pianeti che potrebbero ospitare forme di vita. Sono rocciosi come il nostro pianeta e un pò più grandi, tanto da essere chiamati 'Super Terre'.
Si trovano nella cosiddetta 'zona abitabile' ossia sono alla distanza ideale dalla loro stella per poter avere acqua allo stato liquido in superficie e, forse, forme di vita.

La scoperta, pubblicata sulla rivista Astronomy & Astrophysics, si deve ad un gruppo di ricerca internazionale che ha utilizzato i telescopi dell'Osservatorio Europeo Meridionale (Eso). «Trovare tre pianeti di piccola massa nella zona abitabile di una stella è una grande emozione!», osserva Mikko Tuomi, dell'università britannica di Hertfordshire, che ha coordinato la ricerca con Guillem Anglada-Escudè, dell'università tedesca di Goettingen. Per un altro degli autori, Rory Barnes, dell'università di Washington, «il numero di pianeti potenzialmente abitabili nella nostra galassia è molto maggiore, se ci possiamo aspettare di trovarne molti intorno a ciascuna stella di piccola massa. Invece di guardare dieci stelle per cercare un singolo pianeta abitabile, sappiamo ora che possiamo guardare una sola stella e trovarne parecchi».

Le tre super-Terre fanno parte del sistema di sei pianeti che ruota intorno alla stella Gliese 667C: è il primo sistema planetario nel quale la zona abitabile è 'al completò, ossia del tutto popolata da pianeti. Nota da tempo agli astronomi, la stella ha una massa confrontabile a quella del Sole (è più grande di poco più di un terzo) ed è la più debole di un sistema di tre stelle chiamato Gliese 667, nella costellazione dello Scorpione. Questo significa che ognuno dei tre pianeti della zona abitabile potrebbe avere tre soli. Uno di questi sarebbe vicino come il nostro lo è alla Terra, mentre gli altri due apparirebbero come stelle molto brillanti e visibili anche di giorno, mentre di notte farebbero la stessa luce della Luna piena. È in questo sistema stellare che in passato erano stati individuati due pianeti giganti, di cui uno nella zona abitabile. Adesso utilizzando lo strumento Harps e i dati dei telescopi Keck, dal Magellano e Vlt (Very Large Telescope) dell'Eso, i ricercatori hanno scoperto che attorno alla stella ruotano fino a sette pianeti.