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lunes, 16 de noviembre de 2015

UN OGGETTO MISTERIOSO CADRÀ VENERDÌ SULLA TERRA. LE IPOTESI: METEORITE O FRAMMENTO DI SATELLITE


Venerdì mattina, nell’Oceano Indiano, in un punto ancora imprecisato al largo delle coste dello Sri Lanka, un oggetto misterioso cadrà dallo spazio. Misterioso perché gli esperti che ne stanno monitorando la traiettoria ancora non sanno dire con certezza se si tratta del frammento di una missione spaziale, risalente all’epoca delle esplorazioni lunari, o se possa essere identificato con un meteorite. WT1190F: questa la sigla con cui viene segnalato; è lungo circa tre metri e, cosa che al momento interessa principalmente, non rischia di colpire zone abitate, deviando dal suo tragitto di caduta sulla Terra.

«Per come si muove, la bassa densità della massa e le dimensioni, siamo propensi a credere che sia un residuo di “spazzatura spaziale”, però non possiamo escludere che sia una roccia» spiega Miguel Bellò-Mora, esperto di dinamica orbitale e a capo di Elecnor Deimos, azienda con un dipartimento specificamente dedicato a seguire quella che viene, appunto, definita “spazzatura spaziale”, ovvero l’insieme di frammenti di satelliti ormai in disuso che fluttuano intorno al nostro pianeta.
Le dimensioni di WT1190F non sono ancora state calcolate con certezza, dato che esse dipendono dalla sua brillantezza, ma comunque sono comprese tra uno e sei metri. «Grazie ai nuovi telescopi – continua l’esperto –, installati nei pressi di Ciudad Real (nella comunità regionale di Castiglia-La Mancha, in Spagna, ndr), osserveremo l’oggetto da giovedì notte e potremo affinare la sua traiettoria». È la densità a determinare l’origine artificiale o naturale di questi oggetti: dato infatti l’altissimo costo che l’invio di qualsiasi carico nello spazio comporta, gli ingegneri aerospaziali provano a ridurre al massimo il loro peso, ricorrendo a materiali molto raffinati. Ecco perché essi risultano parecchio più leggeri rispetto a una roccia, di densità molto maggiore.
C’è ancora un altro aspetto che rende interessante e misterioso il WT1190F: è stato identificato da poco dagli osservatori spaziali e dai sistemi che seguono i frammenti orbitanti intorno alla Terra. Si suppone, anche per questo motivo, che possa essere un oggetto localizzato anni fa ma di cui poi si persero le tracce.

jueves, 15 de octubre de 2015

NASA: SCOPERTO IL PIANETA GEMELLO DELLA TERRA. SI CHIAMA KEPLER 452B: "POTREBBE ESSERCI VITA"



UNA stella intorno alla quale orbita, come il nostro Sole. Un anno di 385 giorni. La medesima alternanza giorno/notte. Forza di gravità, temperatura, clima e terreno favorevoli alla presenza di acqua. Il pianeta gemello della Terra si chiama Kepler 452b: così lo ha battezzato la Nasa, che ieri ne ha annunciato la sua storica scoperta.

 
Primo indizio della soluzione all’eterna domanda dell’uomo: Siamo soli nell’universo. Se la risposta è ancora lontana, il pianeta gemello è, invece, abbastanza “vicino” da poter essere studiato. E, soprattutto, tanto simile da consentire di sperare, almeno a giudicare dalla sincera emozione con cui i dirigenti della Nasa hannoDATO la notizia.



 Le uniche differenze tra i due pianeti sono nei numeri: è più grande per dimensioni - una volta e mezzo la Terra - e anche per età, con i suoi sei miliardi di anni. Una distanza questa che potrebbe rivelarsi molto interessante per la nostra ricerca, consentendoci di osservare addirittura il futuro del pianeta, almeno per clima e condizioni. «Siamo alla vigilia di poter osservare un pianeta simile alla Terra» ha annunciato Jon Grunsfeld, direttore delle missioni scientifiche della Nasa. Ora occorrerà procedere alle analisi dell’atmosfera e di ogni ulteriore dato, nel tentativo di acquisire il maggior numero possibile di informazioni utili.Una scoperta straordinaria, non a caso accompagnata dall’annuncio di nuove imprese: nel 2017 la Nasa lancerà un nuovo telescopio proprio per studiare i pianeti viciniCON similitudini alla Terra. Kepler 452b è stato localizzato nella zona Goldilocks, area abitabile di un sistema solare che si trova a 1400 anni luce da noi. A individuarlo è stato il telescopio Kepler, lanciato nel 2009 in orbita con l’obiettivo di trovare stelle simili al Sole. «Possiamo pensare a 452-b come un cugino più vecchio della Terra, che ci dà l’opportunità di osservare come il nostro pianeta potrebbe evolversi» ha spiegato Jon Jenkins, capo analista del telescopio Kepler. E, forse - fantasia e fantascienza corrono inevitabilmente alla possibilità di trovare altre forme di vita - anche di studiare l’evoluzione di altri esseri.

jueves, 13 de agosto de 2015

NASA: SCOPERTO IL PIANETA GEMELLO DELLA TERRA. SI CHIAMA KEPLER 452B: "POTREBBE ESSERCI VITA"



Una stella intorno alla quale orbita, come il nostro Sole. Un anno di 385 giorni. La medesima alternanza giorno/notte. Forza di gravità, temperatura, clima e terreno favorevoli alla presenza di acqua. Il pianeta gemello della Terra si chiama Kepler 452b: così lo ha battezzato la Nasa, che ieri ne ha annunciato la sua storica scoperta.  Primo indizio della soluzione all’eterna domanda dell’uomo: Siamo soli nell’universo. Se la risposta è ancora lontana, il pianeta gemello è, invece, abbastanza “vicino” da poter essere studiato. E, soprattutto, tanto simile da consentire di sperare, almeno a giudicare dalla sincera emozione con cui i dirigenti della Nasa hanno dato la notizia. Le uniche differenze tra i due pianeti sono nei numeri: è più grande per dimensioni - una volta e mezzo la Terra - e anche per età, con i suoi sei miliardi di anni. Una distanza questa che potrebbe rivelarsi molto interessante per la nostra ricerca, consentendoci di osservare addirittura il futuro del pianeta, almeno per clima e condizioni. «Siamo alla vigilia di poter osservare un pianeta simile alla Terra» ha annunciato Jon Grunsfeld, direttore delle missioni scientifiche della Nasa. Ora occorrerà procedere alle analisi dell’atmosfera e di ogni ulteriore dato, nel tentativo di acquisire il maggior numero possibile di informazioni utili.

miércoles, 5 de agosto de 2015

Spazio, c'è una Terra più vicina: la Stele di Rosetta

Dopo il recente annuncio della scoperta del lontanissimo gemello della Terra,Kepler, la Nasa presenta un altro pianeta simile al nostro, più vicino e completamente roccioso, "una miniera di dati scientifici", assicurano gli astronomi. E' HD 219134b, ribattezzato, la Stele di Rosetta, perché il suo studio permetterà la lettura delle altre super-Terre.
Grazie al telescopio Spitzer della Nasa, il nuovo gemello della Terra avvistato, è il pianeta roccioso più vicino al nostro sistema solare, a soli 21 anni luce di distanza da noi, ma è troppo poco distante dalla sua stella per poter ospitare vita.

In ogni caso ha una importanza da non sottovalutare: gli studi su HD 219134b permetteranno di conoscere da vicino tutti gli altri pianeti gemelli della Terra, Kepler compreso. Da qui il nome di "Stele di Rosetta", come l'antica lastra che ha permesso di tradurre i geroglifici egizi.


Lo scienziato che cura gli studi, Michael Gillon, è ottimista: "Grazie alla missione Kepler della Nasa, sappiamo che le super-Terre sono onnipresenti nella nostra galassia, ma sappiano ancora troppo poco di loro. HD 219134b rappresenta un campione locale per studiare in modo più approfondito tutte le altre". Michael Werner, il collega del progetto della Nasa, ha aggiunto: "I pianeti extrasolari in transito valgono tanto oro quanto pesano. Questo esopianeta sarà uno dei più studiati per i decenni a venire".

sábado, 3 de mayo de 2014

LA TERRA VISTA DALLO SPAZIO: LO SPETTACOLO NELLA DIRETTA STREAMING DELA NASA



Adesso si può ammirare la Terra da una finestra posta nellospazio, che mostra in diretta e in HD il nostro pianeta. Dal 30 aprile la Nasa ha attivato l'High Definition Earth Viewing (HDEV), un sistema composto da quattro telecamere sistemate all'interno del modulo Esa Columbus della Stazione spaziale internazionale, che trasmette alla Terra le immagini filmate.

Eccetto alcuni periodi in cui il segnale si oscura e non è possibile vedere nulla, le immagini spettacolari arrivano praticamente in diretta. Le quattro videocamere permettono di vedere la Terra da svariati punti di vista, come se si possedesse un terrazzo a 400 chilometri d'altezza.

lunes, 14 de abril de 2014

DOMANI CI SARÀ L'ECLISSI TOTALE DI LUNA: ECCO COME VEDERE L'EVENTO IN DIRETTA



Domani, martedi 15 aprile, ci sarà l'eclissi totale di Luna, in piena mattinata italiana. Essa è la prima eclissi dell'anno: in tutto ne avremo quattro, due di Luna, due di Sole. Il nostro Paese, assieme a quasi tutta l'Europa e a una larga fetta del globo, verso oriente, non vedrà nulla del fenomeno, che sarà perfettamente visibile invece dalle Americhe. Il momento massimo, quello della totalità, verrà raggiunto alle ore09:47 italiane. La totalità durerà poco meno di un'ora e venti minuti.
Nella totalità, la Luna si tingerà di rosso, per via della luce diffusa dall'atmosfera della Terra, che in quel momento negerà alla Luna la vista del Sole.
Nella stessa area di cielo ove apparirà la Luna eclissata si osserverà brillante il pianeta Marte, di vivido colore rosso, e vicina alla Luna la stella Spica, azzurra, per un bellissimo contrasto cromatico. Al fine di consentire a tutti l'osservazione del fenomeno, il VirtualTelescope Project coordinerà un team internazionale che, collocato in diversi Paesi nella regione favorita, consentirà la copertura in tempo reale del fenomeno: il tutto in diretta a partire delle ore 08:30 su http://www.virtualtelescope.eu/webtv . Quest'anno nessuna eclissi sarà visibile dal nostro Paese, dunque questa costituisce una preziosa occasione.

lunes, 31 de marzo de 2014

SCOPERTO UN NUOVO PIANETA CHE ALLAGA I CONFINI DEL SISTEMA SOLARE



I confini del Sistema solare vanno ridisegnati: due astronomi americani hanno scoperto un nuovo pianeta, nano, che è stato battezzato "2012 VP113". Il piccolo corpo celeste viaggia su un'orbita il cui punto più vicino alla nostra stella è circa 80 volte l'Unità Astronomica (Ua), ossia la distanza tra la Terra e il Sole. Il nuovo pianeta è stato individuato da Chadwick Trujillo e Scott Sheppard e alla sua scoperta è stato dedicato un articolo da Nature. Già una decina di anni fa era stato individuato, al di fuori del Sistema solare, un altro piccolo pianeta battezzato Sedna, ma la sua orbita si trova a "solo" 76 Ua. Secondo i due ricercatori, 2012 VP113 ha origine dalla nube di Oort, un luogo da dove provengono le comete che sfrecciano all'interno del Sistema solare. Un analogo posto, sempre al di fuori del Sistema solare, è la fascia di Kuiper, da cui provengono gli asteroidi e da dove i ricercatori credono provenga Sedna. «La ricerca di questi oggetti lontani deve continuare, in quanto essi potrebbero dirci molto su come il nostro Sistema solare si è formato ed evoluto» dice Sheppard. Dalla quantità di cielo osservato, Sheppard e Trujillo hanno determinato che possono esistere circa 900 oggetti con orbite come Sedna e 2012 VP113, con dimensioni superiori a 1.000 chilometri, e che la popolazione totale della nube di Oort è probabilmente più grande di quella della Fascia di Kuiper. «Alcuni di questi oggetti interni alla nube di Oort potrebbe avere le dimensioni di Marte o anche della Terra. Questo perché molti di questi corpi sono così lontani che anche quelli molto grandi sono troppo deboli per essere visti con le attuali tecnologie» conclude Sheppard. Sia Sedna che 2012 VP113 sono stati individuati mentre erano nel loro punto di massimo avvicinamento al Sole. Entrambi hanno orbite che escono per centinaia di Ua, tanto che se si fossero trovati più distanti sarebbero stati troppo deboli, per essere scoperti.
 

domingo, 15 de diciembre de 2013

MARTE, ECCO LE TRACCE DI UN GRANDE LAGO. ''LA VITA ERA POSSIBLE SUL PIANETA ROSSO''



 Vita su Marte? Sì, no, forse. La prova è nelle tracce rimaste di un lago calmo di acqua dolce alimentato da fiumi che scorrevano in superficie e che possedeva elementi biologici chiave. Carbonio, idrogeno, zolfo, azoto e fosforo. Sarebbe esistito sul pianeta rosso circa 3,6 miliardi di anni fa e durato decine di migliaia di anni, ma forse centinaia di migliaia di anni. I risultati provenienti dalla missione Mars Science Laboratory (MSL) della Nasa sono stati prodotti dalle analisi, fra gli altri, dei ricercatori dell'Imperial College London. 
La prova è nelle tracce rimaste di un lago calmo di acqua dolce alimentato da fiumi che scorrevano in superficie e che possedeva elementi biologici chiave. Carbonio, idrogeno, zolfo, azoto e fosforo. Sarebbe esistito sul pianeta rosso circa 3,6 miliardi di anni fa e durato decine di migliaia di anni, ma forse centinaia di migliaia di anni. I risultati provenienti dalla missione Mars Science Laboratory (MSL) della Nasa sono stati prodotti dalle analisi, fra gli altri, dei ricercatori dell'Imperial College London. "L'acqua è la condizione senza la quale non potrebbe esistere la vita come la conosciamo, ma da sola non basta perché ci sia un ambiente favorevole alla vita", ha spiegato John Grotzinger, del California Institute of Technology (Caltech), coordinatore di una delle sei ricerche. Oltre all'acqua, prosegue "serve una fonte di energia che alimenti il metabolismo dei microrganismi, come carbonio, idrogeno, zolfo, azoto e fosforo". Ora si sa che su Marte questi elementi c'erano e questo, per Grotzinger, suggerisce che "nei primissimi miliardi di anni della sua storia la superficie di Marte fosse notevolmente diversa da quella attuale". Adesso, ha aggiunto il ricercatore su Science, "siamo in grado di dimostrare che il cratere Gale una volta ospitava un antico lago con caratteristiche adeguate a supportare una biosfera marziana basata su chemiolitoautotrofi".

domingo, 24 de noviembre de 2013

KEPLER-78B, IL PIANETA GEMELLO DELLA TERRA. DISTA 700 ANNI LUCE, HA CONDIZIONI SIMILI



È il pianeta più simile alla Terra mai osservato: si chiama Kepler-78b, è distante circa 700 anni luce, è roccioso e ha dimensioni, massa e densità molto simili a quelle della Terra. Descritto in due articoli sulla rivista Nature, è stato scoperto anche grazie a ricercatori italiani dell'Istituto Nazionale di Astrofisica (Inaf). Questo fratello della Terra senza precedenti ha un nucleo di ferro e orbita intorno alla stella Kepler-78. C'è un solo problema e non di poco conto: è troppo caldo per poter ospitare forme di vita. La sua orbita è infatti strettissima: un periodo di rivoluzione della durata di sole 8,5 ore e distante un centesimo di Unità Astronomica (poco più di un milione di chilometri) dalla sua stella che, sebbene abbia circa il 70% di massa del nostro Sole, a quella distanza rende la superficie decisamente rovente. OPERAZIONE KEPLER Il pianeta è uno dei circa mille candidati individuati dal satellite americano Kepler, progettato per trovare pianeti simili alla Terra all'esterno del Sistema Solare e che per questo si è guadagnato la fama di 'cacciatore di pianeti'. Purtroppo dallo scorso maggio è fuori uso a causa di un malfunzionamento dei suoi giroscopi. Alla scoperta di Kepler-78b ha collaborato anche Harps-N, lo spettrometro installato al Telescopio Nazionale Galileo (Tng), nelle isole Canarie. «È un risultato straordinario», ha detto il presidente dell'Inaf, Giovanni Bignami, al quale fa capo il Tng. «Mai - ha aggiunto - si era arrivati così vicini ad individuare un pianeta di massa e densità simili a quelli della Terra. Una dimostrazione di come la caccia agli esopianeti si stia affinando e di quanto sia stata corretta la scelta di installare lo spettrometro Harps al Telescopio Nazionale Galileo, mettendolo nelle condizioni di guardare lo stesso emisfero del satellite Kepler, usando sinergicamente due tecniche per rilevare pianeti extrasolari».
 

sábado, 12 de octubre de 2013

ALLARME AMBIENTE: ''I CAMBIAMENTI CLIMATICI FARANNO SPARIRE NEW YORK E LONDRA IN 45 ANNI''



L'Apocalisse è sempre più vicina, ma questa volta, ad annunciarlo non sono fantomatiche sette religiose ma la scienza. Città come New York e Londra potrebbero diventare inabitanili nei prossimi 45 anni a causa del riscaldamento globale.
La rivista Nature ha pubblicato uno studio dell'Università delle Hawaii che mostra come il pianeta si ribellerà all'uomo se non si interrompe il consumo smodato delle materie prime. Tutti gli Stati Uniti e man mano a seguire molti altri paesi e città saranno invasi dalle acque, questo comporterà dei notevoli flussi migratori in aree montuose e poco abitabili.
Il pianeta intero subisce cambiamenti climatici che sono sempre più evidenti e che potranno essere lesivi per l'uomo. La ricerca, che ha a seconda di quanto riportato dagli scienziati 5 o 6 anni di margine sui tempi di errore, lancia un allarme molto importante: o si arresta il consumo e lo sfruttamento smodato delle risorse primarie o il pianeta si ribellerà all'uomo.

miércoles, 9 de octubre de 2013

ISON SI AVVICINA, LA COMETA VISIBILE A FINE ANNO: ''SARÀ PIÙ LUMINOSA ANCHE DELLA LUNA PIENA''



La cometa più luminosa di sempre si sta avvicinando. Ison ha varcato da pochi giorni l'orbita di Marte e presto sarà visibile dal nostro pianeta. Una distanza che non permette ancora di osservarla a occhio nudo ma il potente occhio di Hubble è riuscito a fotografarla. Ison, che promette di essere la cometa del secolo, e che diventerà forse più luminosa anche della Luna piena nel nostro cielo alla fine del 2013, possiede già una chioma, risultato della sublimazione delle particelle di gas colpite dal calore e dal vento solare. Secondo la Nasa il nucleo della cometa misura circa quattro chilometri e mezzo di diametro mentre la sua coda è larga 5.000 chilometri e lunga più di 90.000. Ison si sta avvicinando al sole alla velocità di 75.000 chilometri all'ora e raggiungerà il perielio il 28 novembre

sábado, 5 de octubre de 2013

RAPPORTO TERRA. L'ONU: ''HIMALAYA SI SCIOGLIE, SOS ACQUA IN 20 ANNI''




"Una realta' sempre piu' allarmante, con scenari che prevedono temperature globali in pericoloso aumento e conseguenze già gravi sulle persone e sui sistemi naturali" del pianeta. Questo - secondo il Wwf - il quadro che verra' delineato dal nuovo rapporto dell'Ipcc, il comitato intergovernativo sui cambiamenti climatici, da oggi riunito a Stoccolma per discutere il testo finale del Summary for Policy Makers del primo volume del loro nuovo rapporto. L'Ipcc alla fine della settimana rendera' noti il primo assesment complessivo sullo stato dei sistemi climatici planetari. "Il nostro ambiente naturale sta lanciando un appello di sofferenza e lo stiamo ignorando a nostro rischio e pericolo - ha detto Gianfranco Bologna, direttore scientifico del Wwf Italia - ma se i governi agiscono ora, in modo completo e immediato, avranno la possibilita' di cambiare il pericoloso percorso che abbiamo intrapreso." GHIACCIAI SI SCIOLGONO, SCORTE A RISCHIO IN 20 ANNI I ghiacciai della catena himalayana si stanno sciogliendo a ritmi talmente elevati che nel giro di due decenni saranno a rischio le scorte idriche di milioni di persone. L'allarme, sulle colonne del Financial Times, arriva dal Rachenda Pachauri, il presidente dell'Ipcc, il Gruppo intergovernativo di esperti sul cambiamento climatico delle Nazioni Unite. "E' qualcosa di cui preoccuparci davvero", ha affermato Pachauri, anticipando il rapporto che verrà diffuso la settimana prossima, il primo studio completo di sei anni di osservazioni sui cambiamenti climatici. Nel 2007 - ricorda il Ft - l'Ipcc affermò che i ghiacciai dell'Himalaya sarebbero scomparsi entro il 2035, una previsione "poco sostenuta dai dati", come l'organismo fu poi costretto ad ammettere, con Pachauri allora sul punto di dimettersi. Per questo rapporto "abbiamo fatto tutto quanto umanamente possibile per non incorrere in errori", ha detto Pachauri all'Ft. "Ci siamo scusati per gli errori precedenti, ma questo non cancella l'evidenza che i ghiacciai si stanno sciogliendo in tutto il globo, compreso l'Himalaya". Se quindi i ghiacciai himalayani non saranno scomparsi nel 2035, resta il fatto che "anche prima del 2035 ci saranno enormi variazioni sugli approvvigionamenti idrici che andranno a colpire 500 milioni di persone nel Sud dell'Asia e 250 milioni in Cina". I rapporto dell'Ipcc è solo il quinto in 25 anni di storia dell'organismo e il primo dal 2007.

miércoles, 11 de septiembre de 2013

IL 2013 SARÀ L'ANNO DELLE COMETE. L'ALLERTA DEGLI ASTRONIMI PER IL 2036


Scongiurate le previioni dei Maya sembra che il 2013 sarà l'anno delle stelle.
Per l'astronomia, il 2013 sarà l'anno delle comete: ben due 'visiterannò i nostri cieli e una, di nome Ison, si annuncia memorabile, brillante come la luna piena e visibile in pieno giorno. Ma sono previsti anche appuntamenti con asteroidi, eclissi di Luna e le immancabili stelle cadenti. La prima cometa, che si chiama Panstarrs, sarà visibile in primavera, «quando nel mese di marzo passerà a circa 50 milioni di chilometri dalla Terra» spiega l'astrofisico Gianluca Masi, curatore scientifico del Planetario di Roma e responsabile del Virtual Telescope. Ma lo spettacolo che si annuncia memorabile sarà quello della cometa Ison che, rileva Masi, potrebbe essere la più bella cometa degli ultimi 100 anni, se sopravviverà al passaggio ravvicinato al Sole, che potrebbe frantumarla. Questa cometa, secondo le previsioni, sarà visibile dal novembre 2013 al gennaio 2014 e potrebbe diventare la super cometa di Natale 2013. La cometa Ison, sottolinea Masi, «potrebbe diventare molto luminosa in prossimità del suo massimo avvicinamento al Sole, a fine novembre 2013, quando arriverà a soli 1,5 milioni di chilometri dalla nostra stella». In questa fase, rileva Masi, Ison potrebbe eguagliare la luminosità della Luna, diventando visibile in pieno giorno. Nel mese di dicembre, in particolare, la cometa diventerà sempre meglio visibile dall'emisfero nord, poi la sua luminosità inizierà a diminuire gradualmente. Daranno spettacolo quest'anno anche due asteroidi: il primo appuntamento ci sarà il 9 gennaio, «quanto l'asteroide Apophis, che ha un diametro di circa 300 metri, - spiega Masi - passerà a circa 15 milioni di chilometri dalla Terra». «Sarà un passaggio molto interessante dal punto di vista scientifico - prosegue l'esperto - perchè aiuterà gli astronomi a calcolare la distanza con cui questo asteroide ripasserà vicino alla Terra nel 2036».

L'ANNO CRUCIALE, IL 2036 Un passaggio, quello del 2036, su cui da anni si concentrano le attenzioni degli astronomi, perchè ritenuto potenzialmente pericoloso. Apophis ritornerà anche nel 2029 a una distanza di sicurezza di 35.000 chilometri dalla Terra. Il 15 febbraio, invece, passerà vicino alla Terra l'asteroide 2012 DA14: «del diametro di circa 50 metri – rileva Masi - questo oggetto passerà a 35.000 chilometri dalla Terra». «Ovviamente – osserva l'esperto - non vi sarà alcun pericolo di impatto con il nostro pianeta ma sarà una occasione ghiotta per astronomi e appassionati perchè l'oggetto si vedrà benissimo dall'Italia anche con un piccolo binocolo». Quest'anno sono previste anche due eclissi parziali di Luna, la prima il 25 aprile e l'altra il 19 ottobre che sarà una eclissi di 'penombrà. «La Terra - spiega Masi - proietta nello spazio la sua ombra e una penombra, dovuta all'atmosfera terrestre, la Luna passerà in questa penombra e si noterà appena un calo di luce del nostro satellite». Da non mancare anche gli appuntamenti con le stelle cadenti: le Perseidi, il cui picco è previsto l'11 e il 12 agosto e le Geminidi, il 13 e il 14 dicembre.

GRANDE ATTESA PER L'ASTEROIDE 2012 DA14: "DOMANI ALLE 15 SFIORERÀ LA TERRA"


Grande attesa per il passaggio record dell'asteroide 2012 DA14 che domani, 15 febbraio, si avvicinerà all'interno dell'orbita della Luna, a soli 27.700 chilometri dalla Terra. È un passaggio ravvicinato considerato epocale perchè è rarissimo che oggetti di queste dimensioni, del diametro di 45-50 metri, passino così vicini al nostro pianeta.
Il momento del massimo avvicinamento è previsto alle 20,43 ora italiana. Non ci sono rischi di collisione, assicurano gli esperi, ma sarà un'occasione unica per studiare così da vicino un cosiddetto uno degli oggetti che orbitano vicino alla Terra, chiamati Neo (Near Earth Objects).
«Normalmente occorrono missioni spaziali per osservare da vicino uno di questi oggetti», rileva Andrea Milani, docente di Meccanica celeste nell'università di Pisa e responsabile del gruppo di ricerca NeoDyS, specializzato nel calcolare le orbite degli asteroidi più vicini alla Terra. Questo sasso cosmico passerà all'interno dell'anello dei satelliti situati in orbita geostazionaria, a 35.800 chilometri dalla Terra.
«È la prima volta che siamo stati in grado di prevedere un passaggio così ravvicinato di un asteroide di queste dimensioni», rileva l'astrofisico Gianluca Masi, curatore scientifico del Planetario di Roma e responsabile del Virtual Telescope. Sarà un'occasione da non perdere per astronomi ed appassionati, prosegue Masi, perchè l'asteroide sarà visibile anche con un buon binocolo e telescopi amatoriali.

L'ASTEROIDE 2012 DA14 ARRIVA PUNTUALE E VICINISSIMO ALLA TERRA


È arrivato 'puntualè l'asteroide 2012 DA14 che ha 'salutatò da vicino la Terra, alla distanza record di soli 27.700 chilometri. Il passaggio ravvicinato è avvenuto intorno alle 20,40 (ora italiana) e non vi sono collegamenti con la pioggia di meteoriti che ha colpito la Russia. In quel momento l'asteroide stava sorvolando l'Oceano Indiano, alla velocità di 7,8 chilometri al secondo. È stata una occasione unica per osservare da vicino uno degli oggetti che orbitano nelle vicinanze della Terra, chiamati Neo (Near Earth Objects), altrimenti osservabili solo con costose missioni spaziali. Il passaggio ravvicinato è stata un'occasione da non perdere anche per gli appassionati del cielo perchè l'asteroide Š stato visibile con piccoli binocoli e con telescopi amatoriali modesti. Al momento del massimo avvicinamento l'oggetto è stato visibile anche dall'Italia, ma un cielo nuvoloso ha rischiato di rovinare le osservazioni programmate. Numerose sono state le iniziative organizzate in tutta Italia dall'Unione Astrofili Italiani (Uai), «sia negli osservatori, sia all'aperto, lontano ovviamente da fonti di inquinamento luminose» spiega il presidente dell'Uai, Mario Di Sora. Del diametro di circa 45-50 metri, il corpo celeste è stato scoperto da un gruppo di astrofili spagnoli del programma Survey La Sky Sagra, gestito dall'Osservatorio Astronomico di Maiorca in Spagna, il 22 febbraio 2012. Al momento della scoperta l'oggetto era a 4,3 milioni di chilometri dalla Terra. La sua composizione non è nota e solo con le osservazioni radar si potrà ottenere una stima più precisa delle dimensioni, forma e rotazione di questo sasso cosmico. Il passaggio è avvenuto molto al di fuori dell'atmosfera terrestre ma all'interno della fascia di satelliti in orbita geostazionaria, che si trova a 35.800 chilometri dalla Terra. A rendere speciale questo oggetto è il fatto che il suo avvicinamento è il più vicino approccio alla Terra mai previsto per un oggetto così grande. Resterà nel sistema Terra-Luna circa 33 ore e lo lascerà il 16 febbraio, alle 13 ora italiana. Sarà un arrivederci perchè sono previsti altri avvicinamenti alla Terra, come per esempio nel 2026. L'orbita dell'asteroide intorno al Sole, spiega la Nasa, è piuttosto simile a quella della Terra e rende i passaggi di questo oggetto relativamente vicini all'orbita del nostro pianeta. Ma quello di quest'anno è di gran lunga il passaggio più ravvicinato.

METEORITI E DIMISSIONI DEL PAPA, SUL WEB TORNA FOBIA PER LA FINE DEL MONDO


La pioggia di meteoriti in Russia, le storiche dimissioni del Papa, i presagi sul futuro della Chiesa e dell'umanità, le profezie dei Maya che, scampato il termine fatidico del 21 dicembre 2012, starebbero comunque ad indicare l'avvento di un'epoca di trasformazioni epocali: una lunga catena di avvenimenti inquietanti e quasi concomitanti scatena sul web una vera e propria 'febbre da fine del mondò. Piogge di meteoriti, cosa succede al mondo?, è la domanda che rimbalza sul web e sui social network. «Ultimamente sembra che gli eventi 'straordinarì o presunti tali stiano prendendo il sopravvento», viene rilevato con una certa preoccupazione nelle discussioni online. Uno dei tanti blogger che si esercitano sul tema (il sito ha il criptico titolo «Disclosure Project Ufo») chiama in causa anche presunte recenti dichiarazioni dell'ex presidente russo Dimitri Medvedev, che avrebbe «commentato l'incredibile incidente asserendo che il 'pianeta è vulnerabile, non solo l'economià, finendo di nuovo sotto i riflettori mediatici dopo le recenti esternazioni riguardanti la presenza aliena sul nostro pianeta».
C'è anche chi riesce a mettere in connessione il fenomeno registrato in Russia con uno dei grandi classici del complottismo parascientifico, le cosiddette scie chimiche in cielo. «Non c'è da stupirsi -dice all'Adnkronos Roberto Pinotti, studioso di misteri ed autore del libro 'Profezie oltre il Duemilà- del fatto che in questi giorni ci sia chi, e sono tanti, mette in correlazione una serie di eventi catastrofici o epocali di tipo diverso. Prima, a dicembre, la profezia dei Maya e le presunte dichiarazioni del premier russo Medvedev, che durante un fuori onda registrato in un programma tv avrebbe affermato di possedere una valigetta top secret con le prove dell'esistenza degli extraterrestri. E ora le dimissioni di Ratzinger, proprio del pontefice che la profezia di San Malachia identifica con il Papa 'De Gloria Olivaè dopo il quale si aprirebbe la strada ad un periodo di sconvolgimenti e distruzioni epocali».

SUL WEB Su alcuni blog, poi, si relaziona su un fenomeno identico a quello russo, avvenuto però a Cuba. «Residenti di una località nella regione centrale di Cuba hanno dichiarato aver visto un oggetto che cadeva dal cielo e che è esploso con un grande fragore, che ha fatto tremare le case del posto: lo si apprende da testimonianze raccolte dalla televisione locale». «Se a tutto ciò che sta avvenendo in Vaticano, con le profezie correlate, aggiungiamo anche la pioggia di meteoriti sulla Russia e l'asteroide che ha sfiorato la Terra, non si può fare a meno di porsi interrogativi inquietanti. Molti -prosegue Pinotti- non considerano tutti questi eventi nel loro insieme, ma se si pensa ad una loro possibile concatenazione allora certe domande sorgono spontanee».

jueves, 22 de agosto de 2013

'SUPER-TERRE' ABITABILI: TRE PIANETI VICINI A NOI POTREBBERO OSPITARE FORME DI VITA






Pianeti in grado di ospitare forme di vita a pochi anni luce dalla terra.
Nelle vicinanze della Terra, a soli 22 anni luce dal nostro sistema solare, ci sono tre pianeti che potrebbero ospitare forme di vita. Sono rocciosi come il nostro pianeta e un pò più grandi, tanto da essere chiamati 'Super Terre'.
Si trovano nella cosiddetta 'zona abitabile' ossia sono alla distanza ideale dalla loro stella per poter avere acqua allo stato liquido in superficie e, forse, forme di vita.

La scoperta, pubblicata sulla rivista Astronomy & Astrophysics, si deve ad un gruppo di ricerca internazionale che ha utilizzato i telescopi dell'Osservatorio Europeo Meridionale (Eso). «Trovare tre pianeti di piccola massa nella zona abitabile di una stella è una grande emozione!», osserva Mikko Tuomi, dell'università britannica di Hertfordshire, che ha coordinato la ricerca con Guillem Anglada-Escudè, dell'università tedesca di Goettingen. Per un altro degli autori, Rory Barnes, dell'università di Washington, «il numero di pianeti potenzialmente abitabili nella nostra galassia è molto maggiore, se ci possiamo aspettare di trovarne molti intorno a ciascuna stella di piccola massa. Invece di guardare dieci stelle per cercare un singolo pianeta abitabile, sappiamo ora che possiamo guardare una sola stella e trovarne parecchi».

Le tre super-Terre fanno parte del sistema di sei pianeti che ruota intorno alla stella Gliese 667C: è il primo sistema planetario nel quale la zona abitabile è 'al completò, ossia del tutto popolata da pianeti. Nota da tempo agli astronomi, la stella ha una massa confrontabile a quella del Sole (è più grande di poco più di un terzo) ed è la più debole di un sistema di tre stelle chiamato Gliese 667, nella costellazione dello Scorpione. Questo significa che ognuno dei tre pianeti della zona abitabile potrebbe avere tre soli. Uno di questi sarebbe vicino come il nostro lo è alla Terra, mentre gli altri due apparirebbero come stelle molto brillanti e visibili anche di giorno, mentre di notte farebbero la stessa luce della Luna piena. È in questo sistema stellare che in passato erano stati individuati due pianeti giganti, di cui uno nella zona abitabile. Adesso utilizzando lo strumento Harps e i dati dei telescopi Keck, dal Magellano e Vlt (Very Large Telescope) dell'Eso, i ricercatori hanno scoperto che attorno alla stella ruotano fino a sette pianeti.

viernes, 22 de febrero de 2013

LA FORESTA 'CTRL+X, CTRL+V': 178 ALBERI 'TAGLIATI' E 'INCOLLATI' SUL PRATO

 
Come si può vedere chiaramente dalle immagini in gallery, sembra che una porzione di foresta sia stata "tagliata" per poi essere "incollata" sul prato poco distante. Proprio per questa particolarità, sulla community Reddit è stata rinominata "The Ctrl+X, Ctrl+V Forest", con chiaro riferimento alla combinazione di tasti da premere sul computer per compiere le operazioni di "taglia" e "incolla".
In realtà la foresta "incollata" è un'istallazione olandese che risale al 1987. Si trova nella cittadina di Almere e vuole essere un omaggio alla cattedrale di Notre Dame di Parigi. Il suo vero nome, ilnfatti, è "La cattedrale verde". Realizzata con 178 alberi, ospita ogni anno funzioni religiose come matrimoni e funerali.

jueves, 21 de febrero de 2013

COSA SUCCEDE AL SOLE? MAXI FIAMMATE E MACCHIA GRANDE COME SEI TERRE


Maxi fiammate e macchie giganti sul Sole che crescono a tempo di record preoccupano la Nasa, che ha documentato in un video le evoluzioni della grande stella durante i giorni scorsi. E le immagini documentano che nel Sole di febbraio si sta sviluppando una macchia solare gigantesca, grande sei volte la Terra, che è cresciuta a una velocità record. Si è formata infatti in meno di 48 ore. È stata individuata e fotografata dall'Osservatorio solare Sdo (Solar Dynamics Observatory) della Nasa. La macchia si è evoluta molto rapidamente ma, spiegano i ricercatori della Nasa, le sue dimensioni precise sono difficili da valutare perchè si trova su una sfera e non su un disco piatto. Le macchie solari sono dovute alla riorganizzazione e al riallineamento dei campi magnetici solari. Questa attività dei campi magnetici si fa più intensa durante le fasi attive del ciclo solare. Proprio come quella che sta attraversando il Sole, che si è 'risvegliato' dopo un periodo di quiete. In queste fasi attive si intensifica la formazione di macchie solari e di eruzioni sulla superficie della nostra stella, il cui picco di attività è atteso entro il 2013. La macchia, osservata dal telescopio solare della Nasa, si è evoluta molto rapidamente in quella che è chiamata zona di penombra, l'area più chiara che circonda il nucleo centrale scuro, detto ombra, della macchia solare. In questa regione i campi magnetici puntano in direzioni opposte rispetto ai campi magnetici della parte centrale. Si tratta di una configurazione abbastanza instabile che può portare a eruzioni di radiazioni sulla superficie del Sole chiamate brillamenti solari.

miércoles, 20 de febrero de 2013

IL GUSCIO DELLE LUMACHE SVELA I SEGRETI DEL CLIMA PASSATO


Nel guscio delle lumache si nasconde il segreto del clima passato. E così si scopre che migliaia di anni fa, al tempo dei primi agricoltori, il Mediterraneo aveva un clima molto più caldo e umido di adesso. Sono questi i risultati di uno studio in uscita sulla rivista «Quaternary International» e condotto da un team di ricercatori delle Università di Pisa e di York e dello Scottish Universities Environmental Research Centre (Suerc) di Glasgow composto da archeologi, climatologi e geochimici. Gli studiosi hanno analizzato gli isotopi di carbonio e di ossigeno dei gusci di Pomatias elegans, un mollusco terrestre, risalenti a 9.000 a 2.500 anni fa e recuperati in alcune grotte del Mediterraneo. I siti sotto esame sono una decina in tutto, tre dei quali in Italia: le due grotte Serratura e del Romito in Campania e quella del Latronico in Calabria. Mettendo insieme tutti i dati, la ricerca ha fornito una fotografia del clima del Mediterraneo occidentale all'inizio del Neolitico (circa 8000 anni fa) facendo emergere una specificità di questa area.