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sábado, 4 de enero de 2014

SOLE, ALTRO CHE BOTTI: A CAPODANNO UNA SPETTACOLARE ERUZIONE



 Festeggiamenti di Capodanno anche sul Sole. La nostra stella ha salutato l'anno nuovo con i "botti": un primo brillamento il 31 dicembre, poi una grande eruzione il 1 gennaio. A registrare l'attività è stato il telescopio spaziale Solar Dynamics Observatory(Sdo) della Nasa. Nell'attesa di comprendere se i nuovi fenomeni registrati a cavallo del nuovo anno possano provocare disturbi alle comunicazioni elettromagnetiche sulla Terra, i ricercatori dell'Agenzia americana per l'atmosfera e gli oceani (Noaa) prevedono nei prossimi giorninuovi forti brillamenti. Il primo brillamento dell'anno è stato 'esploso' da una grande macchia solare chiamata Ar1936. Il violento lampo di luce ultravioletta è stato rilevato dal telescopio Sdo e classificato nella classe M9, la seconda in ordine di potenza. Le immagini riprese dal telescopio spaziale mostrano l'esplosione di una 'bolla' di plasma e la ricaduta di buona parte dei materiali sulla superficie della stella. Secondo i ricercatori una parte del materiale espulso potrebbe sfiorare il campo magnetico terrestre entro la settimana. L'attenzione dei ricercatori è però ora rivolta verso una nuova macchia solare, chiamata Ar1944 e appena apparsa al margine dell'orizzonte: sembrerebbe particolarmente potente ma le informazioni sono ancora poche per tentare ogni previsione. Al momento le dimensioni sembrerebbero tali da far ipotizzare nuove violente eruzioni tanto che il Noaa stima nei prossimi giorni al 70% la possibilità di brillamenti di categoria M e al 30% di classe X, la più potente.

jueves, 21 de febrero de 2013

COSA SUCCEDE AL SOLE? MAXI FIAMMATE E MACCHIA GRANDE COME SEI TERRE


Maxi fiammate e macchie giganti sul Sole che crescono a tempo di record preoccupano la Nasa, che ha documentato in un video le evoluzioni della grande stella durante i giorni scorsi. E le immagini documentano che nel Sole di febbraio si sta sviluppando una macchia solare gigantesca, grande sei volte la Terra, che è cresciuta a una velocità record. Si è formata infatti in meno di 48 ore. È stata individuata e fotografata dall'Osservatorio solare Sdo (Solar Dynamics Observatory) della Nasa. La macchia si è evoluta molto rapidamente ma, spiegano i ricercatori della Nasa, le sue dimensioni precise sono difficili da valutare perchè si trova su una sfera e non su un disco piatto. Le macchie solari sono dovute alla riorganizzazione e al riallineamento dei campi magnetici solari. Questa attività dei campi magnetici si fa più intensa durante le fasi attive del ciclo solare. Proprio come quella che sta attraversando il Sole, che si è 'risvegliato' dopo un periodo di quiete. In queste fasi attive si intensifica la formazione di macchie solari e di eruzioni sulla superficie della nostra stella, il cui picco di attività è atteso entro il 2013. La macchia, osservata dal telescopio solare della Nasa, si è evoluta molto rapidamente in quella che è chiamata zona di penombra, l'area più chiara che circonda il nucleo centrale scuro, detto ombra, della macchia solare. In questa regione i campi magnetici puntano in direzioni opposte rispetto ai campi magnetici della parte centrale. Si tratta di una configurazione abbastanza instabile che può portare a eruzioni di radiazioni sulla superficie del Sole chiamate brillamenti solari.