Mostrando entradas con la etiqueta sistema. Mostrar todas las entradas
Mostrando entradas con la etiqueta sistema. Mostrar todas las entradas

jueves, 15 de octubre de 2015

NASA: SCOPERTO IL PIANETA GEMELLO DELLA TERRA. SI CHIAMA KEPLER 452B: "POTREBBE ESSERCI VITA"



UNA stella intorno alla quale orbita, come il nostro Sole. Un anno di 385 giorni. La medesima alternanza giorno/notte. Forza di gravità, temperatura, clima e terreno favorevoli alla presenza di acqua. Il pianeta gemello della Terra si chiama Kepler 452b: così lo ha battezzato la Nasa, che ieri ne ha annunciato la sua storica scoperta.

 
Primo indizio della soluzione all’eterna domanda dell’uomo: Siamo soli nell’universo. Se la risposta è ancora lontana, il pianeta gemello è, invece, abbastanza “vicino” da poter essere studiato. E, soprattutto, tanto simile da consentire di sperare, almeno a giudicare dalla sincera emozione con cui i dirigenti della Nasa hannoDATO la notizia.



 Le uniche differenze tra i due pianeti sono nei numeri: è più grande per dimensioni - una volta e mezzo la Terra - e anche per età, con i suoi sei miliardi di anni. Una distanza questa che potrebbe rivelarsi molto interessante per la nostra ricerca, consentendoci di osservare addirittura il futuro del pianeta, almeno per clima e condizioni. «Siamo alla vigilia di poter osservare un pianeta simile alla Terra» ha annunciato Jon Grunsfeld, direttore delle missioni scientifiche della Nasa. Ora occorrerà procedere alle analisi dell’atmosfera e di ogni ulteriore dato, nel tentativo di acquisire il maggior numero possibile di informazioni utili.Una scoperta straordinaria, non a caso accompagnata dall’annuncio di nuove imprese: nel 2017 la Nasa lancerà un nuovo telescopio proprio per studiare i pianeti viciniCON similitudini alla Terra. Kepler 452b è stato localizzato nella zona Goldilocks, area abitabile di un sistema solare che si trova a 1400 anni luce da noi. A individuarlo è stato il telescopio Kepler, lanciato nel 2009 in orbita con l’obiettivo di trovare stelle simili al Sole. «Possiamo pensare a 452-b come un cugino più vecchio della Terra, che ci dà l’opportunità di osservare come il nostro pianeta potrebbe evolversi» ha spiegato Jon Jenkins, capo analista del telescopio Kepler. E, forse - fantasia e fantascienza corrono inevitabilmente alla possibilità di trovare altre forme di vita - anche di studiare l’evoluzione di altri esseri.

miércoles, 5 de agosto de 2015

Spazio, c'è una Terra più vicina: la Stele di Rosetta

Dopo il recente annuncio della scoperta del lontanissimo gemello della Terra,Kepler, la Nasa presenta un altro pianeta simile al nostro, più vicino e completamente roccioso, "una miniera di dati scientifici", assicurano gli astronomi. E' HD 219134b, ribattezzato, la Stele di Rosetta, perché il suo studio permetterà la lettura delle altre super-Terre.
Grazie al telescopio Spitzer della Nasa, il nuovo gemello della Terra avvistato, è il pianeta roccioso più vicino al nostro sistema solare, a soli 21 anni luce di distanza da noi, ma è troppo poco distante dalla sua stella per poter ospitare vita.

In ogni caso ha una importanza da non sottovalutare: gli studi su HD 219134b permetteranno di conoscere da vicino tutti gli altri pianeti gemelli della Terra, Kepler compreso. Da qui il nome di "Stele di Rosetta", come l'antica lastra che ha permesso di tradurre i geroglifici egizi.


Lo scienziato che cura gli studi, Michael Gillon, è ottimista: "Grazie alla missione Kepler della Nasa, sappiamo che le super-Terre sono onnipresenti nella nostra galassia, ma sappiano ancora troppo poco di loro. HD 219134b rappresenta un campione locale per studiare in modo più approfondito tutte le altre". Michael Werner, il collega del progetto della Nasa, ha aggiunto: "I pianeti extrasolari in transito valgono tanto oro quanto pesano. Questo esopianeta sarà uno dei più studiati per i decenni a venire".

sábado, 3 de mayo de 2014

LA TERRA VISTA DALLO SPAZIO: LO SPETTACOLO NELLA DIRETTA STREAMING DELA NASA



Adesso si può ammirare la Terra da una finestra posta nellospazio, che mostra in diretta e in HD il nostro pianeta. Dal 30 aprile la Nasa ha attivato l'High Definition Earth Viewing (HDEV), un sistema composto da quattro telecamere sistemate all'interno del modulo Esa Columbus della Stazione spaziale internazionale, che trasmette alla Terra le immagini filmate.

Eccetto alcuni periodi in cui il segnale si oscura e non è possibile vedere nulla, le immagini spettacolari arrivano praticamente in diretta. Le quattro videocamere permettono di vedere la Terra da svariati punti di vista, come se si possedesse un terrazzo a 400 chilometri d'altezza.

lunes, 31 de marzo de 2014

SCOPERTO UN NUOVO PIANETA CHE ALLAGA I CONFINI DEL SISTEMA SOLARE



I confini del Sistema solare vanno ridisegnati: due astronomi americani hanno scoperto un nuovo pianeta, nano, che è stato battezzato "2012 VP113". Il piccolo corpo celeste viaggia su un'orbita il cui punto più vicino alla nostra stella è circa 80 volte l'Unità Astronomica (Ua), ossia la distanza tra la Terra e il Sole. Il nuovo pianeta è stato individuato da Chadwick Trujillo e Scott Sheppard e alla sua scoperta è stato dedicato un articolo da Nature. Già una decina di anni fa era stato individuato, al di fuori del Sistema solare, un altro piccolo pianeta battezzato Sedna, ma la sua orbita si trova a "solo" 76 Ua. Secondo i due ricercatori, 2012 VP113 ha origine dalla nube di Oort, un luogo da dove provengono le comete che sfrecciano all'interno del Sistema solare. Un analogo posto, sempre al di fuori del Sistema solare, è la fascia di Kuiper, da cui provengono gli asteroidi e da dove i ricercatori credono provenga Sedna. «La ricerca di questi oggetti lontani deve continuare, in quanto essi potrebbero dirci molto su come il nostro Sistema solare si è formato ed evoluto» dice Sheppard. Dalla quantità di cielo osservato, Sheppard e Trujillo hanno determinato che possono esistere circa 900 oggetti con orbite come Sedna e 2012 VP113, con dimensioni superiori a 1.000 chilometri, e che la popolazione totale della nube di Oort è probabilmente più grande di quella della Fascia di Kuiper. «Alcuni di questi oggetti interni alla nube di Oort potrebbe avere le dimensioni di Marte o anche della Terra. Questo perché molti di questi corpi sono così lontani che anche quelli molto grandi sono troppo deboli per essere visti con le attuali tecnologie» conclude Sheppard. Sia Sedna che 2012 VP113 sono stati individuati mentre erano nel loro punto di massimo avvicinamento al Sole. Entrambi hanno orbite che escono per centinaia di Ua, tanto che se si fossero trovati più distanti sarebbero stati troppo deboli, per essere scoperti.
 

miércoles, 11 de septiembre de 2013

TORNADO IN OKLAHOMA, LE PRIME IMMAGINI DALLO SPAZIO DELLA NASA



Dallo spazio arrivano le prime immagini del violentissimo tornado che ha devastato l'Oklahoma e in particolare la cittadina diMoore, provocando un numero ancora imprecisato di vittime.
L'occhio dei satelliti della Nasa ha immortalato i primi istanti della tempesta proprio mentre il tornado iniziava il suo cammino di morte, lungo quasi 32 chilometri. Dallo spazio è ben visibile un vasto sistema temporalesco con tre giganteschi ammassi da cui è poi scaturito il tornado di intensità F4 (in una scala che prevede 6 livelli, da F0 a F5). La cittadina di Moore si trova proprio nascosta sotto l'ammasso posto più a nord. A immortalare questo momento nel pomeriggio di ieri è stato lo spettroradiometro ad immagini di moderata risoluzione Modis montato a bordo di Aqua, uno dei satelliti della flotta 'Earth Observing System' (Eos) dell'agenzia spaziale americana.

jueves, 22 de agosto de 2013

Supernova 1987 A



La supernova es un evento poco común. En cada galaxia se suelen dar una explosión cada 200 años. En estas explosiones, la mayor parte de la masa de la estrella original se lanza a grandes velocidades. Durante algunos días, la supernova radía la misma energía que durante toda su vida, llegando a brillar más que el conjunto de estrellas que residen en su galaxia. Con el paso de los años, el remanente de la supernova se esparcirá, creando una nebulosa.

Las explosiones que señalan el final de una estrella masiva se denominan supernovas de tipo II. Existe otro caso, las de tipo I, que involucra la acción en un sistema de dos estrellas que se orbitan y cuya detonación es más brillante. Una de estas estrellas debe ser una enana blanca. Cuando el par está lo suficientemente cerca, la enana blanca comienza a robarle a su compañera. El problema es que cuando la enana blanca llega a tener 1,4 masas solares, muere de indigestión en un gran estallido.

Las supernovas que suceden en nuestra propia galaxia son todo un espectáculo, ya que llegan a ser visibles a simple vista con un brillo tal que pueden verse de día. Desgraciadamente, y como ya se ha comentado, es un fenómeno inusual. Entre las supernovas más famosas se encuentran la del año 1054 d.C, registrada por los chinos. Johannes Kepler, contemporáneo y colega de Galileo, registró una de estas supernovas cercanas en el año 1604 antes de la invención del telescopio. Desde entonces no hemos visto ninguna en la Vía Láctea, pero en 1987, una estrella apareció en los cielos australes siendo visible también a simple vista. Se trataba de la supernova SN 1987 A (A, por ser la primera del año) y estaba situada en la Pequeña Nube de Magallanes, una de las galaxias satélite de la Vía Láctea.

La historia de la Tierra

Fuente de lava


La Tierra, al igual que el resto de todos los cuerpos del Sistema Solar, tuvo su origen en los restos de estrellas que explosionaron. El planeta azul ha tardado millones de años para evolucionar desde una esfera de gases hasta un planeta dotado de una corteza rocosa y sólida.
La Tierra empezó a condensarse a partir de gases y polvo de la nebulosa solar hace unos 4.500 millones de años. Los gases y el polvo fueron colisionando a causa de la fuerza de la gravedad, formando cuerpos cada vez más sólidos.
Las colisiones y la presión se originaron en el interior del planeta por la compresión debida a la acumulación de materia, lo cual generaba calor. En el interior de nuestro planeta, los elementos se separaron. Hace unos 4.000 millones de años, la temperatura de la Tierra ascendía a 2.000 ºC. El planeta era una mezcla de diferentes elementos: los mismos que hay ahora en la Tierra.
La temperatura alcanzó el punto de fusión del hierro, que se fundió hasta el centro del planeta en rotación, formando el núcleo. Este núcleo se divide en dos partes: el núcleo interno, formado por hierro sólido, y el núcleo externo, que contiene hierro y níquel en estado líquido. Al mismo tiempo, hace unos 3.500 millones de años, los elementos más ligeros, compuestos de silicio, cristales y metales ligeros, subieron a la superficie. Así se formaron el manto, constituido por elementos más pesados, y la corteza, dividida en capas de materiales más ligeros.

Cuando la corteza en solidificación se fracturaba, surgían lava, gases y vapor de agua ocluidos en el manto. Empezó a formarse una atmósfera primitiva. El vapor de agua se elevaba a cotas más altas, donde, al enfriarse, se condensaba y se precipitaba al suelo en forma de lluvia, que se evaporaba de nuevo apenas entraba en contacto con la superficie extremadamente caliente. Gradualmente, la corteza también empezó a enfriarse, permitiendo así que el agua fuese reabsorbida. Después de algunos millones de años, la corteza ya no pudo absorber más agua y se inició la formación de mares.

lunes, 4 de marzo de 2013

Los movimientos de la Luna


La Luna da un giro completo alrededor de nuestro planeta en un período de 27,3 días respecto a un sistema de referencia fijo como el de las estrellas. En cambio, respecto a un sistema móvil como es el de nuestro planeta, su período de revolución es algo más, de 29,5 días. Este período corresponde al intervalo entre dos fases iguales visibles desde la Tierra. Es importante recalcar que este intervalo es la media porque la influencia de la gravedad solar modifica este valor casi cada mes.
Luna naranja

La órbita de la Luna es elíptica y se describe en torno al baricentro de nuestro planeta y a unos 4.600 km del centro. Los cuerpos celestes de la Luna y la Tierra son tan cercanos que la atracción de la gravedad terrestre obliga a la Luna a girar sobre su eje en 27,3 días, que es el mismo tiempo que tarda la Luna en dar una vuelta a nuestro planeta. Es por este motivo que siempre vemos la misma cara de la Luna.
En la práctica, sin embargo, desde la superficie terrestre es posible observar algo más de media Luna, puesto que su órbita está inclinada unos 5º respecto a la eclíptica, y el eje lunar está inclinado 1,5º respecto a su órbita. Por este motivo se puede observar hasta 6,5º por encima o por debajo de los polos lunares. Este fenómeno es conocido como libración de latitud.
Además la Luna también libra en longitud, porque la velocidad con que se mueve a lo largo de su órbita varía según se acerque o se aleje de la Tierra, mientras que la inclinación de su eje permanece constante. Así, la Luna parece oscilar de este a oeste hasta 7º en cada dirección en el transcurso de su movimiento alrededor de la Tierra.
Se puede observar el 59% de la totalidad de la superficie lunar.