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jueves, 15 de octubre de 2015

NASA: SCOPERTO IL PIANETA GEMELLO DELLA TERRA. SI CHIAMA KEPLER 452B: "POTREBBE ESSERCI VITA"



UNA stella intorno alla quale orbita, come il nostro Sole. Un anno di 385 giorni. La medesima alternanza giorno/notte. Forza di gravità, temperatura, clima e terreno favorevoli alla presenza di acqua. Il pianeta gemello della Terra si chiama Kepler 452b: così lo ha battezzato la Nasa, che ieri ne ha annunciato la sua storica scoperta.

 
Primo indizio della soluzione all’eterna domanda dell’uomo: Siamo soli nell’universo. Se la risposta è ancora lontana, il pianeta gemello è, invece, abbastanza “vicino” da poter essere studiato. E, soprattutto, tanto simile da consentire di sperare, almeno a giudicare dalla sincera emozione con cui i dirigenti della Nasa hannoDATO la notizia.



 Le uniche differenze tra i due pianeti sono nei numeri: è più grande per dimensioni - una volta e mezzo la Terra - e anche per età, con i suoi sei miliardi di anni. Una distanza questa che potrebbe rivelarsi molto interessante per la nostra ricerca, consentendoci di osservare addirittura il futuro del pianeta, almeno per clima e condizioni. «Siamo alla vigilia di poter osservare un pianeta simile alla Terra» ha annunciato Jon Grunsfeld, direttore delle missioni scientifiche della Nasa. Ora occorrerà procedere alle analisi dell’atmosfera e di ogni ulteriore dato, nel tentativo di acquisire il maggior numero possibile di informazioni utili.Una scoperta straordinaria, non a caso accompagnata dall’annuncio di nuove imprese: nel 2017 la Nasa lancerà un nuovo telescopio proprio per studiare i pianeti viciniCON similitudini alla Terra. Kepler 452b è stato localizzato nella zona Goldilocks, area abitabile di un sistema solare che si trova a 1400 anni luce da noi. A individuarlo è stato il telescopio Kepler, lanciato nel 2009 in orbita con l’obiettivo di trovare stelle simili al Sole. «Possiamo pensare a 452-b come un cugino più vecchio della Terra, che ci dà l’opportunità di osservare come il nostro pianeta potrebbe evolversi» ha spiegato Jon Jenkins, capo analista del telescopio Kepler. E, forse - fantasia e fantascienza corrono inevitabilmente alla possibilità di trovare altre forme di vita - anche di studiare l’evoluzione di altri esseri.

jueves, 13 de agosto de 2015

NASA: SCOPERTO IL PIANETA GEMELLO DELLA TERRA. SI CHIAMA KEPLER 452B: "POTREBBE ESSERCI VITA"



Una stella intorno alla quale orbita, come il nostro Sole. Un anno di 385 giorni. La medesima alternanza giorno/notte. Forza di gravità, temperatura, clima e terreno favorevoli alla presenza di acqua. Il pianeta gemello della Terra si chiama Kepler 452b: così lo ha battezzato la Nasa, che ieri ne ha annunciato la sua storica scoperta.  Primo indizio della soluzione all’eterna domanda dell’uomo: Siamo soli nell’universo. Se la risposta è ancora lontana, il pianeta gemello è, invece, abbastanza “vicino” da poter essere studiato. E, soprattutto, tanto simile da consentire di sperare, almeno a giudicare dalla sincera emozione con cui i dirigenti della Nasa hanno dato la notizia. Le uniche differenze tra i due pianeti sono nei numeri: è più grande per dimensioni - una volta e mezzo la Terra - e anche per età, con i suoi sei miliardi di anni. Una distanza questa che potrebbe rivelarsi molto interessante per la nostra ricerca, consentendoci di osservare addirittura il futuro del pianeta, almeno per clima e condizioni. «Siamo alla vigilia di poter osservare un pianeta simile alla Terra» ha annunciato Jon Grunsfeld, direttore delle missioni scientifiche della Nasa. Ora occorrerà procedere alle analisi dell’atmosfera e di ogni ulteriore dato, nel tentativo di acquisire il maggior numero possibile di informazioni utili.

miércoles, 5 de agosto de 2015

Spazio, c'è una Terra più vicina: la Stele di Rosetta

Dopo il recente annuncio della scoperta del lontanissimo gemello della Terra,Kepler, la Nasa presenta un altro pianeta simile al nostro, più vicino e completamente roccioso, "una miniera di dati scientifici", assicurano gli astronomi. E' HD 219134b, ribattezzato, la Stele di Rosetta, perché il suo studio permetterà la lettura delle altre super-Terre.
Grazie al telescopio Spitzer della Nasa, il nuovo gemello della Terra avvistato, è il pianeta roccioso più vicino al nostro sistema solare, a soli 21 anni luce di distanza da noi, ma è troppo poco distante dalla sua stella per poter ospitare vita.

In ogni caso ha una importanza da non sottovalutare: gli studi su HD 219134b permetteranno di conoscere da vicino tutti gli altri pianeti gemelli della Terra, Kepler compreso. Da qui il nome di "Stele di Rosetta", come l'antica lastra che ha permesso di tradurre i geroglifici egizi.


Lo scienziato che cura gli studi, Michael Gillon, è ottimista: "Grazie alla missione Kepler della Nasa, sappiamo che le super-Terre sono onnipresenti nella nostra galassia, ma sappiano ancora troppo poco di loro. HD 219134b rappresenta un campione locale per studiare in modo più approfondito tutte le altre". Michael Werner, il collega del progetto della Nasa, ha aggiunto: "I pianeti extrasolari in transito valgono tanto oro quanto pesano. Questo esopianeta sarà uno dei più studiati per i decenni a venire".

miércoles, 4 de junio de 2014

FOTOGRAFATO LO SCONTRO TRA QUATTRO GALASSIE: È IN CORSO DA 5 MILIARDI DI ANNI



Una maxi collissione tra quattro galassie è stata fotografata Lo scontro, il primo di questo tipo ad essere osservato, è in corso a oltre cinque miliardi di anni luce dalla Terra. L'immagine è stata catturata grazie alla collaborazione fra l'osservatorio americanoVery Large Array (Vla) e i telescopi spaziali Chandra e Hubble della Nasa e presentata al convegno della Società Astronomica Americana. La spettacolare foto è stata realizzata sovrapponendo una serie di immagini a varie lunghezza d'onda, dal quelle radio fino ai raggi X, osservate dai diversi strumenti. 
COLLISIONE Le regioni in blu indicano la presenza di deboli gas caldi che pervade l'area presente tra i vari ammassi di galassie. La vasta regione in rosso rivela invece l'emissione onde radio dovute probabilmente alle particelle accelerate dalle collisioni e che interagiscono con gli intensi campi magnetici. «La complessa forma di questa regione è unica - ha spiegato Reinout van Weeren, uno dei responsabili della scoperta - non abbiamo mai visto niente di simile prima d'ora. La forma è probabilmente dovuta alle collisioni multiple in corso».

sábado, 3 de mayo de 2014

LA TERRA VISTA DALLO SPAZIO: LO SPETTACOLO NELLA DIRETTA STREAMING DELA NASA



Adesso si può ammirare la Terra da una finestra posta nellospazio, che mostra in diretta e in HD il nostro pianeta. Dal 30 aprile la Nasa ha attivato l'High Definition Earth Viewing (HDEV), un sistema composto da quattro telecamere sistemate all'interno del modulo Esa Columbus della Stazione spaziale internazionale, che trasmette alla Terra le immagini filmate.

Eccetto alcuni periodi in cui il segnale si oscura e non è possibile vedere nulla, le immagini spettacolari arrivano praticamente in diretta. Le quattro videocamere permettono di vedere la Terra da svariati punti di vista, come se si possedesse un terrazzo a 400 chilometri d'altezza.

lunes, 13 de enero de 2014

SOLE, BOTTI DI CAPODANNO: DUE ESPLOSIONI SALUTANO L'ARRIVO DEL NUOVO ANNO



Una nuova grande eruzione di materiale è stata registrata il primo gennaio dal telescopio spaziale Solar Dynamics Observatory della Nasa. Nell'attesa di comprendere se i nuovi fenomeni registrati a cavallo del nuovo anno possano provocare disturbi alle comunicazioni elettromagnetiche sulla Terra, i ricercatori dell'Agenzia americana per l'atmosfera e gli oceani (Noaa) prevedono nei prossimi giorni nuovi forti brillamenti. Il primo brillamento dell'anno è stato 'esploso' da una grande macchia solare chiamata Ar1936. Il violento lampo di luce ultravioletta è stato rilevato dal telescopio Sdo e classificato nella classe M9, la seconda in ordine di potenza. Le immagini riprese dal telescopio spaziale mostrano l'esplosione di una 'bolla' di plasma e la ricaduta di buona parte dei materiali sulla superficie della stella.
 

sábado, 4 de enero de 2014

SOLE, BOTTI DI CAPODANNO: DUE ESPLOSIONI SALUTANO L'ARRIVO DEL NUOVO ANNO



 Una nuova grande eruzione di materiale è stata registrata il primo gennaio dal telescopio spaziale Solar Dynamics Observatory della Nasa. Nell'attesa di comprendere se i nuovi fenomeni registrati a cavallo del nuovo anno possano provocare disturbi alle comunicazioni elettromagnetiche sulla Terra, i ricercatori dell'Agenzia americana per l'atmosfera e gli oceani (Noaa) prevedono nei prossimi giorni nuovi forti brillamenti. Il primo brillamento dell'anno è stato 'esploso' da una grande macchia solare chiamata Ar1936. Il violento lampo di luce ultravioletta è stato rilevato dal telescopio Sdo e classificato nella classe M9, la seconda in ordine di potenza. Le immagini riprese dal telescopio spaziale mostrano l'esplosione di una 'bolla' di plasma e la ricaduta di buona parte dei materiali sulla superficie della stella.
 

domingo, 15 de diciembre de 2013

MARTE, ECCO LE TRACCE DI UN GRANDE LAGO. ''LA VITA ERA POSSIBLE SUL PIANETA ROSSO''



 Vita su Marte? Sì, no, forse. La prova è nelle tracce rimaste di un lago calmo di acqua dolce alimentato da fiumi che scorrevano in superficie e che possedeva elementi biologici chiave. Carbonio, idrogeno, zolfo, azoto e fosforo. Sarebbe esistito sul pianeta rosso circa 3,6 miliardi di anni fa e durato decine di migliaia di anni, ma forse centinaia di migliaia di anni. I risultati provenienti dalla missione Mars Science Laboratory (MSL) della Nasa sono stati prodotti dalle analisi, fra gli altri, dei ricercatori dell'Imperial College London. 
La prova è nelle tracce rimaste di un lago calmo di acqua dolce alimentato da fiumi che scorrevano in superficie e che possedeva elementi biologici chiave. Carbonio, idrogeno, zolfo, azoto e fosforo. Sarebbe esistito sul pianeta rosso circa 3,6 miliardi di anni fa e durato decine di migliaia di anni, ma forse centinaia di migliaia di anni. I risultati provenienti dalla missione Mars Science Laboratory (MSL) della Nasa sono stati prodotti dalle analisi, fra gli altri, dei ricercatori dell'Imperial College London. "L'acqua è la condizione senza la quale non potrebbe esistere la vita come la conosciamo, ma da sola non basta perché ci sia un ambiente favorevole alla vita", ha spiegato John Grotzinger, del California Institute of Technology (Caltech), coordinatore di una delle sei ricerche. Oltre all'acqua, prosegue "serve una fonte di energia che alimenti il metabolismo dei microrganismi, come carbonio, idrogeno, zolfo, azoto e fosforo". Ora si sa che su Marte questi elementi c'erano e questo, per Grotzinger, suggerisce che "nei primissimi miliardi di anni della sua storia la superficie di Marte fosse notevolmente diversa da quella attuale". Adesso, ha aggiunto il ricercatore su Science, "siamo in grado di dimostrare che il cratere Gale una volta ospitava un antico lago con caratteristiche adeguate a supportare una biosfera marziana basata su chemiolitoautotrofi".

domingo, 24 de noviembre de 2013

IL 'RUGGITO' DEL BUCO NERO: LA NASA RICOSTRUISCE IN UN VIDEO LA MORTE DI UNA STELLA



In questi giorni la Nasa ha diffuso una ricostruzione virtuale di un lampo gamma, che diversi telescopi spaziali avevano registrato lo scorso 27 aprile. Il raggio è il più violento mai osservato, con la potenza di 94 GeV (gigaelettronvolt, miliardi di elettronvolt), equivalente a quaranta miliardi di volte l'energia della radiazione luminosa, per 20 ore consecutive. Dopo che i telescopiFemri, Swift e NuStar hanno registrato e inviato i dati alla Terra è partita la ricostruzione di questo 'ruggito' del buco nero, provocato dalla morte di una stella a 3,8 miliardi di anni luce da noi. Il collasso del corpo celeste provoca lo sprigionamento di un'energia immensa, un evento che non era mai stato osservato in passato.


ISON, I GIORNI MIGLIORI PER VEDERE LA COMETA: AUREA GASSOSA E CODA CHILOMETRICA



Ison sta attraversando il cosmo e, al contrario delle aspettative degli esperti, potrebbe offrire uno spettacolo incredibile. Lo scienziato della Nasa, Karl Battamsha dichiarao: "Pensavamo non fosse luminosa, ma durante il suo viaggio si è modificata". Infatti l'avvicinarsi del Sole ha 'acceso' la cometa, i cui gas hanno produtto un'aurea luminosa e una coda lunga 16 milioni di chilometri. Ma con questa ultima novità, cambiano le previsioni sull'avvistamento della cometa. Prima il giorno migliore sembrava il 28 novembre, ma Ison si sta consumando lentamente e potrebbe non esistere più in quella data. Gli esperti considerano quindi questa settimana come il periodo migliore per ammirare lo show stellare della cometa.

miércoles, 9 de octubre de 2013

ISON SI AVVICINA, LA COMETA VISIBILE A FINE ANNO: ''SARÀ PIÙ LUMINOSA ANCHE DELLA LUNA PIENA''



La cometa più luminosa di sempre si sta avvicinando. Ison ha varcato da pochi giorni l'orbita di Marte e presto sarà visibile dal nostro pianeta. Una distanza che non permette ancora di osservarla a occhio nudo ma il potente occhio di Hubble è riuscito a fotografarla. Ison, che promette di essere la cometa del secolo, e che diventerà forse più luminosa anche della Luna piena nel nostro cielo alla fine del 2013, possiede già una chioma, risultato della sublimazione delle particelle di gas colpite dal calore e dal vento solare. Secondo la Nasa il nucleo della cometa misura circa quattro chilometri e mezzo di diametro mentre la sua coda è larga 5.000 chilometri e lunga più di 90.000. Ison si sta avvicinando al sole alla velocità di 75.000 chilometri all'ora e raggiungerà il perielio il 28 novembre

miércoles, 11 de septiembre de 2013

TORNADO IN OKLAHOMA, LE PRIME IMMAGINI DALLO SPAZIO DELLA NASA



Dallo spazio arrivano le prime immagini del violentissimo tornado che ha devastato l'Oklahoma e in particolare la cittadina diMoore, provocando un numero ancora imprecisato di vittime.
L'occhio dei satelliti della Nasa ha immortalato i primi istanti della tempesta proprio mentre il tornado iniziava il suo cammino di morte, lungo quasi 32 chilometri. Dallo spazio è ben visibile un vasto sistema temporalesco con tre giganteschi ammassi da cui è poi scaturito il tornado di intensità F4 (in una scala che prevede 6 livelli, da F0 a F5). La cittadina di Moore si trova proprio nascosta sotto l'ammasso posto più a nord. A immortalare questo momento nel pomeriggio di ieri è stato lo spettroradiometro ad immagini di moderata risoluzione Modis montato a bordo di Aqua, uno dei satelliti della flotta 'Earth Observing System' (Eos) dell'agenzia spaziale americana.

jueves, 22 de agosto de 2013

SCOPERTI DUE NUOVI PIANETI EXTRASOLARI: ''HANO ACQUA, SONO SIMILI ALLA TERRA''



 Rassegnamoci: non siamo soli nell’universo. Il telescopio spaziale Kepler ha scoperto due pianeti fratelli della Terra, due sosia del nostro mondo nella Via Lattea. Pianeti dove potrebbe esserci acqua. E forse la vita.
Si tratta dei pianeti più simili alla Terra mai scoperti, fa sapere il gruppo di ricercatori guidato dall’americano William Borucki, del centro di ricerche Ames della Nasa, . La scoperta, che ha annunciato sulla rivista Science i risultati delle ricerche basate sui dati del telescopio spaziale Kepler. «I pianeti simili alla Terra esistono», dice l’astronomo Raffaele Gratton, dell’Osservatorio di Padova dell’Istituto Nazionale di Astrofisica (Inaf). Lo scopo di queste ricerche, prosegue Gratton, è capire se ci sono probabilità che questi sistemi ospitino la vita e magari trovarne le testimonianze.
I due fratelli della Terra fanno parte di un gruppo di pianeti nato intorno alla stella Kepler-62, che somiglia al Sole e dista fra 2.000 e 3.000 anni luce da noi. I due sosia della Terra, che i ricercatori ipotizzano solidi, con una composizione rocciosa o ghiacciata, con un’atmosfera con azoto, anidride carbonica e acqua, sono stati scoperti grazie alla tecnica dei transiti, che analizza le fluttuazioni nella luminosità di una stella nel momento in cui un pianeta le passa davanti, eclissandola parzialmente. I due pianeti ricevono dalla stella un flusso di luce simile a quello che Venere e Marte ricevono dal Sole e questo lascia supporre che possano ospitare un’atmosfera e acqua liquida.
«Un pianeta avvolto da un’atmosfera e con fiumi e mari sarebbe un Santo Graal per la planetologia extrasolare», scrive Science commentando la scoperta.

SHOW SUL SOLE: TRE ERUZIONI IN 24 ORE



 Una serie di tre eruzioni solari molto violente, si sono susseguite nell'arco di 24 ore, provocando altrettanti blackouttemporanei delle comunicazioni radio, secondo quanto riportato dall'Agenzia americana per l'atmosfera e gli oceani (Noaa). 
Il primo brillamento, registrato lunedì mattina , è stato seguito da un secondo evento di classe X 2.8 registrato ieri sera, alle 18:05 ora italiana. Una terza eruzione (di classe X 3.2) si è invece verificata questa mattina alle 3:17 ora italiana: è stato l'evento più potente di questo anno, e il terzo più potente di questo ciclo solare, battuto solo dal brillamento di classe X 6.9 del 9 agosto 2011, come ricordano gli esperti dell'Istituto Nazionale di Astrofisica (Inaf). I brillamenti di classe X sono in assoluto i più violenti. Il numero che accompagna la lettera specifica ulteriormente la loro intensità: un evento di classe X 2 è due volte più potente di uno di classe X 1, uno di classe X 3 è tre volte più intenso, e così via. Le tre eruzioni di questi giorni sono state accompagnate da espulsioni di massa coronale, un altro tipo di evento che proietta grandi quantità di particelle dalla corona solare nello spazio. Secondo i modelli elaborati dalla Nasa, le particelle espulse con il terzo brillamento si sono allontanate dal Sole ad una velocità record, e potrebbero addirittura raggiungere le ondate di particelle emesse dai due brillamenti precedenti. Queste ondate di particelle solari non erano rivolte verso la Terra. Tuttavia tre satelliti della Nasa (Stereo-B, Messenger e Spitzer) sono sulla traiettoria. I loro team si sono attivati per mettere i satelliti in modalità 'sicurà, in modo da proteggere gli strumenti dal flusso di materia proveniente dal Sole.

domingo, 3 de marzo de 2013

Asteroides


Asteroides

Pero de todos los fenómenos celestes, probablemente ninguno sea tan emocionante como la primera vez que ve un asteroide en movimiento surcar los cielos. Nombrar a los asteroides como las "estrellas del rock" de la astronomía es al mismo tiempo una broma de mal gusto y una descripción exacta de cómo ven los aficionados a la astronomía. A diferencia de los soles, los planetas y las lunas, los asteroides están en movimiento, siempre cambiantes, apareciendo en el cielo nocturno, emocionante y dinámico.


Al igual que las estrellas de rock, los asteroides han recibido su parte de mito urbano y la tradición. Muchos han atribuido la extinción de los dinosaurios al impacto de un enorme asteroide sobre la tierra. Esta teoría tiene algo de credibilidad y si esto es verdad, puede evocar algunas imágenes bastante sorprendentes, presentimientos y temores de la especie reinante sobre la tierra, la raza humana.

El hecho de que los asteroides se muevan rápido como basura espacial sólo hace que su movimiento y su actividad sea más interesante y emocionante. A diferencia de lo que sucede con una luna, planeta o estrella, las probabilidades de que un asteroide impacte sobre la Tierra son del todo razonable, incluso hay muchos casos documentados de pequeños asteroides que han atravesado la atmosfera terrestre y dejado algunos cráteres bastante impresionantes en la superficie de la Tierra.

La cultura popular ha aceptado felizmente la idea del impacto de un asteroide. La idea ha dado lugar a muchas historias de ciencia ficción, añadiendo la creencia de que las formas de vida alienígenas pueden viajar en asteroides hacia nuestro planeta y comenzar una "guerra de los mundos". Pero, por mucho, de lo que más se habla es sobre el concepto que ha capturado la imaginación y los temores de los fans de ciencia ficción y el público en general, que no es otro más que el impacto de un asteroide sobre la tierra pueda acabar con la vida tal como supuestamente habría ocurrido con los dinosaurios. De hecho, la película "Armageddon" se basó en esta idea, así como en el concepto de que de alguna manera la humanidad podría evitar esa catástrofe con la tecnología.

Pero, probablemente, la mejor manera de calmar nuestros temores y reemplazar la ciencia ficción con la ciencia, es con la comprensión y el conocimiento. La verdad es que ha habido una gran cantidad de estudios sobre la actividad de los asteroides y la comunidad científica seria ha adquirido un conocimiento significativo de estos cuerpos celestes impresionantes. Un número de sondas para asteroides se han llevado a cabo, ofreciendo una gran cantidad de información sobre su composición y cómo predecir su comportamiento.

Ahora sabemos que la mayoría de los asteroides que se llegan a observar provienen de un cinturón de asteroides que hay entre Marte y Júpiter. Es a partir de esta comunidad de asteroides desde donde muchos de los asteroides notables han surgido. Los científicos han adquirido importantes conocimientos sobre la composición de los asteroides y los han separaron en clases, incluyendo la clase S, que viene de la parte del cinturón que está más cerca de Marte, las clases C,  D y V, se clasifican según la composición y una clase llamada "Centauros" cuyos patrones de vuelo les acercará a Júpiter y Urano.

Algunas de las sondas de la NASA que vuelan cerca de asteroides han realizado algunos estudios bastante sorprendentes de estos cuerpos celestes excéntricos. En 1994, la sonda Galileo se acercó a 1.000 millas del asteroide Ida descubriendo que en realidad tenía su propia luna.

Otras sondas han disparado impactos en asteroides e incluso han aterrizado sobre un asteroide para revelar algunos datos científicos sorprendentes para nosotros. Hay mucho que aprender sobre los asteroides y nuestro amor por la astronomía y el conocimiento sólo hace aun más emocionante el disfrutar verlos en el cosmos.

jueves, 21 de febrero de 2013

COSA SUCCEDE AL SOLE? MAXI FIAMMATE E MACCHIA GRANDE COME SEI TERRE


Maxi fiammate e macchie giganti sul Sole che crescono a tempo di record preoccupano la Nasa, che ha documentato in un video le evoluzioni della grande stella durante i giorni scorsi. E le immagini documentano che nel Sole di febbraio si sta sviluppando una macchia solare gigantesca, grande sei volte la Terra, che è cresciuta a una velocità record. Si è formata infatti in meno di 48 ore. È stata individuata e fotografata dall'Osservatorio solare Sdo (Solar Dynamics Observatory) della Nasa. La macchia si è evoluta molto rapidamente ma, spiegano i ricercatori della Nasa, le sue dimensioni precise sono difficili da valutare perchè si trova su una sfera e non su un disco piatto. Le macchie solari sono dovute alla riorganizzazione e al riallineamento dei campi magnetici solari. Questa attività dei campi magnetici si fa più intensa durante le fasi attive del ciclo solare. Proprio come quella che sta attraversando il Sole, che si è 'risvegliato' dopo un periodo di quiete. In queste fasi attive si intensifica la formazione di macchie solari e di eruzioni sulla superficie della nostra stella, il cui picco di attività è atteso entro il 2013. La macchia, osservata dal telescopio solare della Nasa, si è evoluta molto rapidamente in quella che è chiamata zona di penombra, l'area più chiara che circonda il nucleo centrale scuro, detto ombra, della macchia solare. In questa regione i campi magnetici puntano in direzioni opposte rispetto ai campi magnetici della parte centrale. Si tratta di una configurazione abbastanza instabile che può portare a eruzioni di radiazioni sulla superficie del Sole chiamate brillamenti solari.

martes, 19 de febrero de 2013

Impresionantes fotos "caseras" del sol

 

Mientras la NASA, la Agencia Espacial Europea, China y Rusia invierten millones de dólares para retratar de cerca al Sol, un aficionado a la astronomía presenta unas fotografías alucinantes tomadas desde el patio de su casa en Buffalo, Nueva York. Alan Friedman, un diseñador de tarjetas de día, y fotógrafo espacial de noche, ha logrado captar al astro rey con un telescopio considerado normal y ahora las exhibe en su página personal, que conduce a su blog en Tumblr llamado acertadamente "Diaro de un vaquero espacial".

 

En su manifiesto artístico, Friedman asegura que "mis fotografías se componen de un diario solar, retratos de un momento en la vida de nuestra estrella local.

"Usando un pequeño telescopio y filtros de banda angosta, puedo capturar detalles en alta resolución y grabar movimientos en la atmósfera solar que cambia a cada hora, cada minutos".