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domingo, 26 de enero de 2014

TERREMOTI IN SERIE A CEFALONIA. ''SCOSSA DI 5.5 ALLE 19.45''



Una fortissima scossa di magnitudo 6.0 è stata registrata alle 14.55 sulla costa orientale greca, nel mar Ionio. Il terremoto è stato registrata dall'Istituto geologico americano Usgs a Lixourion, nell'isola di Cefalonia, nord-ovest della Grecia, nel mar Ionio. L'isola è stata sconvolta da forti scosse per tutta la giornata. Alle 19.45 nuovo forte movimento tellurico di 5.5. 
Entrambi i terremoti sono stati chiaramente avvertiti in Puglia, Basilicata, Campania, Calabria e Sicilia. Gli epicentri nel Mar Jonio, al largo delle coste greche. Per ora non si hanno notizie di danni a persone o cose. PAURA IN PUGLIA. La scossa del pomeriggio è stata avvertita chiaramente a Taranto e nel Salento dove i piani alti delle case hanno tremato. Numerosissime telefonate sono pervenute dalle 15 in poi al centralino dei vigili del fuoco di Brindisi da gente allarmata. Chiamate al centralino dei pompieri sono pervenute non solo da tutta la provincia di Brindisi, ma anche dal sud Barese per avere informazioni e per il timore che si registrassero altre scosse. Il sisma, secondo quanto si evince dai social network sui quali è iniziata presto la condivisione di notizie, è stato avvertito anche nel resto del Salento e in provincia di Taranto. TUTTO IL SUD COINVOLTO. L'onda sismica registrata nell'isola di Cefalonia (Grecia) alle 14.55 ha raggiunto anche buona parte del Sud Italia dove la scossa è stata percepita in maniera lieve: segnalazioni sono giunte all'Osservatorio Vesuviano da Matera, dal Casertano e dal Napoletano. Il sisma è stato avvertito in maniera sensibile anche nella Calabria jonica, in alcune zone della Puglia e in tutta l'area Med. Diverse le segnalazioni anche a Napoli città, soprattutto da parte di chi abita in collina e ai piani alti. Allo stato non si hanno notizie di danni. NOTA ZONA SISMICA È una zona nota per la sua sismicità, quella colpita oggi dal terremoto di magnitudo 6,3. L'epicentro è stato localizzato nell'isola di Cefalonia, in una zona molto particolare. «È una zona molto vicina alla placca dell'Egeo, che è una microplacca che si insinua fra la placca Africana e quella Eurasiatica», spiega il direttore del Centro Nazionale Terremoti dell'Ingv, Alberto Michelini. La microplacca Egea si trova nel punto in cui le due grandi placche continentali si muovono orizzontalmente l'una rispetto all'altra. Questo stesso tipo di movimento, rileva Michelini, caratterizza la faglia all'origine del terremoto di oggi. DANNI A CEFALONIA Non ci sarebbero vittime a seguito del forte terremoto che questo pomeriggio ha colpito l'isola greca di Cefalonia, nel mare Ionio, ma la scossa iniziale e la scia sismica che si è succeduta hanno provocato gravi danni alle rete stradale e agli edifici più vecchi. Lo riferiscono media locali. Il movimento tellurico ha causato numerose frane di rocce e pietrisco che hanno bloccato il transito su diverse strade e in molti punti il manto stradale è aperto da profonde fessure. Una lunga spaccatura nel terreno si è aperta sulla superficie del locale campo di calcio. Anche la fornitura di energia elettrica a diverse località si è interrotta. I maggiori danni si sono registrati nel villaggio di Pallikis dove vecchie abitazioni, tra cui anche un pensionato per anziani, hanno dovuto essere evacuate. Sul posto è arrivato in elicottero il ministro degli Interni Yiannis Michelakis per rendersi conto di persona dell'impatto del sisma. Il terremoto, oltre che sulle coste nord-occidentali della Grecia, è stato avvertito anche a Patrasso ed Atene. DUE LE SCOSSE A CEFALONIA IN GRECIA L'Usgs, l'Istituto geologico americano Usgs a Lixourion, nell'isola di Cefalonia ha precisato che sono state due le scosse che hanno colpito oggi la cittadina di Lixourion a Cefalonia in Grecia. La prima di magnitudo 6.0 è stata registrata ad una profondità di 18,8 km alle ore 14:55 (le 13:55 in Italia), mentre la seconda alle ore 15:08 locali aveva una magnitudo di 5.0 ed si è verificata ad una profondità di 12,8 km.

miércoles, 11 de septiembre de 2013

IL 2013 SARÀ L'ANNO DELLE COMETE. L'ALLERTA DEGLI ASTRONIMI PER IL 2036


Scongiurate le previioni dei Maya sembra che il 2013 sarà l'anno delle stelle.
Per l'astronomia, il 2013 sarà l'anno delle comete: ben due 'visiterannò i nostri cieli e una, di nome Ison, si annuncia memorabile, brillante come la luna piena e visibile in pieno giorno. Ma sono previsti anche appuntamenti con asteroidi, eclissi di Luna e le immancabili stelle cadenti. La prima cometa, che si chiama Panstarrs, sarà visibile in primavera, «quando nel mese di marzo passerà a circa 50 milioni di chilometri dalla Terra» spiega l'astrofisico Gianluca Masi, curatore scientifico del Planetario di Roma e responsabile del Virtual Telescope. Ma lo spettacolo che si annuncia memorabile sarà quello della cometa Ison che, rileva Masi, potrebbe essere la più bella cometa degli ultimi 100 anni, se sopravviverà al passaggio ravvicinato al Sole, che potrebbe frantumarla. Questa cometa, secondo le previsioni, sarà visibile dal novembre 2013 al gennaio 2014 e potrebbe diventare la super cometa di Natale 2013. La cometa Ison, sottolinea Masi, «potrebbe diventare molto luminosa in prossimità del suo massimo avvicinamento al Sole, a fine novembre 2013, quando arriverà a soli 1,5 milioni di chilometri dalla nostra stella». In questa fase, rileva Masi, Ison potrebbe eguagliare la luminosità della Luna, diventando visibile in pieno giorno. Nel mese di dicembre, in particolare, la cometa diventerà sempre meglio visibile dall'emisfero nord, poi la sua luminosità inizierà a diminuire gradualmente. Daranno spettacolo quest'anno anche due asteroidi: il primo appuntamento ci sarà il 9 gennaio, «quanto l'asteroide Apophis, che ha un diametro di circa 300 metri, - spiega Masi - passerà a circa 15 milioni di chilometri dalla Terra». «Sarà un passaggio molto interessante dal punto di vista scientifico - prosegue l'esperto - perchè aiuterà gli astronomi a calcolare la distanza con cui questo asteroide ripasserà vicino alla Terra nel 2036».

L'ANNO CRUCIALE, IL 2036 Un passaggio, quello del 2036, su cui da anni si concentrano le attenzioni degli astronomi, perchè ritenuto potenzialmente pericoloso. Apophis ritornerà anche nel 2029 a una distanza di sicurezza di 35.000 chilometri dalla Terra. Il 15 febbraio, invece, passerà vicino alla Terra l'asteroide 2012 DA14: «del diametro di circa 50 metri – rileva Masi - questo oggetto passerà a 35.000 chilometri dalla Terra». «Ovviamente – osserva l'esperto - non vi sarà alcun pericolo di impatto con il nostro pianeta ma sarà una occasione ghiotta per astronomi e appassionati perchè l'oggetto si vedrà benissimo dall'Italia anche con un piccolo binocolo». Quest'anno sono previste anche due eclissi parziali di Luna, la prima il 25 aprile e l'altra il 19 ottobre che sarà una eclissi di 'penombrà. «La Terra - spiega Masi - proietta nello spazio la sua ombra e una penombra, dovuta all'atmosfera terrestre, la Luna passerà in questa penombra e si noterà appena un calo di luce del nostro satellite». Da non mancare anche gli appuntamenti con le stelle cadenti: le Perseidi, il cui picco è previsto l'11 e il 12 agosto e le Geminidi, il 13 e il 14 dicembre.

GRANDE ATTESA PER L'ASTEROIDE 2012 DA14: "DOMANI ALLE 15 SFIORERÀ LA TERRA"


Grande attesa per il passaggio record dell'asteroide 2012 DA14 che domani, 15 febbraio, si avvicinerà all'interno dell'orbita della Luna, a soli 27.700 chilometri dalla Terra. È un passaggio ravvicinato considerato epocale perchè è rarissimo che oggetti di queste dimensioni, del diametro di 45-50 metri, passino così vicini al nostro pianeta.
Il momento del massimo avvicinamento è previsto alle 20,43 ora italiana. Non ci sono rischi di collisione, assicurano gli esperi, ma sarà un'occasione unica per studiare così da vicino un cosiddetto uno degli oggetti che orbitano vicino alla Terra, chiamati Neo (Near Earth Objects).
«Normalmente occorrono missioni spaziali per osservare da vicino uno di questi oggetti», rileva Andrea Milani, docente di Meccanica celeste nell'università di Pisa e responsabile del gruppo di ricerca NeoDyS, specializzato nel calcolare le orbite degli asteroidi più vicini alla Terra. Questo sasso cosmico passerà all'interno dell'anello dei satelliti situati in orbita geostazionaria, a 35.800 chilometri dalla Terra.
«È la prima volta che siamo stati in grado di prevedere un passaggio così ravvicinato di un asteroide di queste dimensioni», rileva l'astrofisico Gianluca Masi, curatore scientifico del Planetario di Roma e responsabile del Virtual Telescope. Sarà un'occasione da non perdere per astronomi ed appassionati, prosegue Masi, perchè l'asteroide sarà visibile anche con un buon binocolo e telescopi amatoriali.

METEORITI IN RUSSIA, OLTRE 1.000 FERITI: "200 BAMBINI"


È di circa 1.200 feriti il bilancio dell'improvvisa pioggia di frammenti di meteoriti che questa mattina si è abbattuta su Celiabinsk, negli Urali russi. Lo ha reso noto il ministero dell'Interno russo, sottolineando che tra loro ci sono almeno 200 bambini. Gran parte dei feriti sono stati colpiti da vetri delle finestre infranti dall'impatto. oltre mille i feriti in seguito alla caduta di frammenti di meteorite nella regione di Cheliabinsk.
Lo ha dichiarato Mikhail Yurevich, governatore della regione di Cheliabinsk. In maggioranza colpiti da trauma leggeri, ha spiegato, fatta eccezione per due feriti gravi a Kopeisk. Tremila gli edifici danneggiati, annuncia il Comune.
Tra i feriti anche più di 200 bambini, di cui due in terapia intensiva. Una pioggia tanto inattesa che il presidente Vladimir Putin, impegnato nel G20 a Mosca, si è detto preoccupato criticando velatamente i sistemi di allerta «non del tutto efficaci», e chiedendo alle autorità di fornire maggiore aiuto ai cittadini.
Mentre il premier Dmitri Medvedev dal Forum Economico di Krasnoyarsk ha commentato: «è la prova che non solo l'economia è vulnerabile, ma l'intero pianeta». Questa mattina la città nella Russia Centrale di un milione di abitanti si è risvegliata tra lampi di luce e violente esplosioni a bassa quota, presumibilmente causate dall'onda d'urto dei frammenti nell'atmosfera.
La maggioranza dei feriti - nessuno grave - è stata colpita dai vetri delle finestre infranti dall'impatto. Chiuse scuole e asili nella regione. Il fenomeno è stato registrato anche a Tyumen, Kurgan, Sverdlovsk e nel Nord del Kazakhstan. Inviati sul posto 10mila agenti di polizia e 20mila uomini della Protezione Civile. Secondo l'Accademia delle Scienze russa, la massa del meteorite era di circa 10 tonnellate: è entrato nell'atmosfera alla velocità di 15-20 km al secondo, e si è distrutto all'altezza di 30-50 km. Tre schegge sono già state individuate, annuncia il ministero degli Interni, nei distretti circostanti di Chebarkul e di Zlatust.
Panico tra i malcapitati, alcuni dei quali hanno temuto una «fine del mondo» in ritardo sul calendario Maya; ma anche ironia sul web: «È un segnale per Putin: dopo il papa, deve dimettersi». Non mancano le teorie del complotto: per il leader nazionalista Vladimir Zhirinovski non di meteoriti si tratta, ma del collaudo di una nuova arma realizzato dagli americani, «provocatori guerrafondai».

jueves, 22 de agosto de 2013

TERREMOTO NEL CILENTO DI MAGNITUDO 3.3 AVVERTITO STAMANI ALLE 7.16







Una scossa di terremoto è stata avvertita lievemente dalla popolazione alle 7.16 di sabato mattina nel Cilento.
L'istituto nazionale di vulcanologia ha registrato una magnitudo di 3.3 con epicentro a San Mauro del Cilento (profondità 315 km). Tra i centri vicini alla scossa Castellabate ed Agropoli. Non ci sono al momento notizie di danni a persone o cose.

viernes, 22 de febrero de 2013

LA FORESTA 'CTRL+X, CTRL+V': 178 ALBERI 'TAGLIATI' E 'INCOLLATI' SUL PRATO

 
Come si può vedere chiaramente dalle immagini in gallery, sembra che una porzione di foresta sia stata "tagliata" per poi essere "incollata" sul prato poco distante. Proprio per questa particolarità, sulla community Reddit è stata rinominata "The Ctrl+X, Ctrl+V Forest", con chiaro riferimento alla combinazione di tasti da premere sul computer per compiere le operazioni di "taglia" e "incolla".
In realtà la foresta "incollata" è un'istallazione olandese che risale al 1987. Si trova nella cittadina di Almere e vuole essere un omaggio alla cattedrale di Notre Dame di Parigi. Il suo vero nome, ilnfatti, è "La cattedrale verde". Realizzata con 178 alberi, ospita ogni anno funzioni religiose come matrimoni e funerali.

jueves, 21 de febrero de 2013

BRANCO DI 12 CAVALLI LIBERI DECIMATO NELLA TUSCIA. L'APPELLO: "SALVIAMOLI"


Dodici cavalli, forse di più, che si aggiravano in libertà nelle campagne della Tuscia attorno a Barbarano Romano. Il branco, come denuncia il Globalist su segnalazione degli abitanti della zona, sta venendo lentamente - e barbaramente - decimato.
All'inizio di febbraio, tre cavalli sono stati uccisi a colpi di fucile, una decina di giorni dopo anche un quarto esemplare è stato ammazzato. "Il quarto cavallo -racconta Kim Sambati, una delle persone che ha denunciato il fatto - è stato freddato con un colpo al collo da distanza ravvicinata, schizzi di sangue erano evidenti nel punto il cui il cavallo era stato colpito e poco distante giaceva il suo corpo esanime; l'arma utilizzata è in tutta probabilità un fucile da caccia".

Gli abitanti di Barbarano che si sono interessati alla vicenda lanciano un appello, di cui si fa portavoce Ilaria Drago. "Erano almeno 12 cavalli bellissimi, liberi, che davano gioia solo a vederli correre da lontano. Espressione meravigliosa della natura ancora capace di donarci tanta ricchezza ed emozione. Perché le istituzioni se ne disinteressano? Salviamoli! Li stanno uccidendo uno per uno"
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COSA SUCCEDE AL SOLE? MAXI FIAMMATE E MACCHIA GRANDE COME SEI TERRE


Maxi fiammate e macchie giganti sul Sole che crescono a tempo di record preoccupano la Nasa, che ha documentato in un video le evoluzioni della grande stella durante i giorni scorsi. E le immagini documentano che nel Sole di febbraio si sta sviluppando una macchia solare gigantesca, grande sei volte la Terra, che è cresciuta a una velocità record. Si è formata infatti in meno di 48 ore. È stata individuata e fotografata dall'Osservatorio solare Sdo (Solar Dynamics Observatory) della Nasa. La macchia si è evoluta molto rapidamente ma, spiegano i ricercatori della Nasa, le sue dimensioni precise sono difficili da valutare perchè si trova su una sfera e non su un disco piatto. Le macchie solari sono dovute alla riorganizzazione e al riallineamento dei campi magnetici solari. Questa attività dei campi magnetici si fa più intensa durante le fasi attive del ciclo solare. Proprio come quella che sta attraversando il Sole, che si è 'risvegliato' dopo un periodo di quiete. In queste fasi attive si intensifica la formazione di macchie solari e di eruzioni sulla superficie della nostra stella, il cui picco di attività è atteso entro il 2013. La macchia, osservata dal telescopio solare della Nasa, si è evoluta molto rapidamente in quella che è chiamata zona di penombra, l'area più chiara che circonda il nucleo centrale scuro, detto ombra, della macchia solare. In questa regione i campi magnetici puntano in direzioni opposte rispetto ai campi magnetici della parte centrale. Si tratta di una configurazione abbastanza instabile che può portare a eruzioni di radiazioni sulla superficie del Sole chiamate brillamenti solari.

miércoles, 20 de febrero de 2013

IL GUSCIO DELLE LUMACHE SVELA I SEGRETI DEL CLIMA PASSATO


Nel guscio delle lumache si nasconde il segreto del clima passato. E così si scopre che migliaia di anni fa, al tempo dei primi agricoltori, il Mediterraneo aveva un clima molto più caldo e umido di adesso. Sono questi i risultati di uno studio in uscita sulla rivista «Quaternary International» e condotto da un team di ricercatori delle Università di Pisa e di York e dello Scottish Universities Environmental Research Centre (Suerc) di Glasgow composto da archeologi, climatologi e geochimici. Gli studiosi hanno analizzato gli isotopi di carbonio e di ossigeno dei gusci di Pomatias elegans, un mollusco terrestre, risalenti a 9.000 a 2.500 anni fa e recuperati in alcune grotte del Mediterraneo. I siti sotto esame sono una decina in tutto, tre dei quali in Italia: le due grotte Serratura e del Romito in Campania e quella del Latronico in Calabria. Mettendo insieme tutti i dati, la ricerca ha fornito una fotografia del clima del Mediterraneo occidentale all'inizio del Neolitico (circa 8000 anni fa) facendo emergere una specificità di questa area.

ALLARME METEORITI: DOPO QUELLO RUSSO "PALLA DI FUOCO SULL'ITALIA DEL SUD"


 L'allarme meteoriti non sarebbe cessato, perché in serata sarebbe stata avvista una "palla di fuoco" anche nei cieli del Sud Italia. Il tam tam di nuovi avvistamenti di bolidi che attraversano il cielo sopra le regioni del Sud Italia si sta propagando nel web. "Bolide avvistato pochi minuti fa nei cieli del sud Italia: le prime segnalazioni", scrive ad esempio Meteoweb.eu, riportando gli avvistamenti di una luminosa palla di fuoco avvistata nei cieli del Sud Italia. Le prime segnalazioni sarebbero pervenute dallo Stretto di Messina, con la segnalazione di un bolide sul mar Ionio, con direttrice da nord verso sud, di colorazione verdastra e di magnitudine molto brillante. Ma al momento non ci sarebbero riscontri da parte degli Enti di vigilanza.


"IN RUSSIA 1.200 FERITI, TRA LORO 200 BAMBINI" È di circa 1.200 feriti il bilancio dell'improvvisa pioggia di frammenti di meteoriti che si è abbattuta su Celiabinsk, negli Urali russi. Lo ha reso noto il ministero dell'Interno russo, sottolineando che tra loro ci sono almeno 200 bambini. Gran parte dei feriti sono stati colpiti da vetri delle finestre infranti dall'impatto. La maggioranza delle persone ferite hanno subito traumi leggeri, hanno spiegato le autorità russe, fatta eccezione per due persone rimaste ferite in modo grave a Kopeisk. Tremila gli edifici danneggiati.

martes, 19 de febrero de 2013

I METEORITI IN RUSSIA FANNO BUSINESS: "FINO A 10.000 EURO A FRAMMENTO SU EBAY"

 
La pioggia di meteoriti in Russia da tragedia è diventata un business. Su alcuni siti russi sono comparse le inserzioni di alcuni utenti che si sono catapultati nelle zone colpite per prelevare qualche pezzo di meteorite e venderlo all'asta online. Un modo di fare soldi sicuro e veloce considerando che un pezzetto autentico di quelle pietre potrebbe valere centinaia di euro. Addirittura diecimila euro per un frammento consistente. Non ci sono solo i siti russi, si può acquistre una testimonianza del fenomeno direttamente su Ebay.

ATTENTI ALLE TRUFFE Proprio per questo il The Guardian online ha intervistato Natalie Starkey, cosmochimica presso la Open University che ha spiegato come si distingue una meteorite vera da una pietra qualsiasi: "Pensate - ha detto la Starkey - a come appare la crosta del pane appena sfornato. L'esterno del meteorite sarà lucido, liscio e nero. Perché il calore generato entrando nella nostra atmosfera fa sì che l'esterno della roccia si fonda e diventi come vetro. Questo aspetto è un buon indicatore del fatto che he si tratta di un meteorite, ma, purtroppo, non basta. Si avrà comunque bisogno della perizia di un esperto".

lunes, 18 de febrero de 2013

BRASILE, RAGNATELA GIGANTE CON MILIONI DI RAGNI: VIDEO BOOM SUL WEB

 
Piovono ragni dal cielo del Brasile. Alcuni video diffusi su YouTube mostrano uno strano fenomeno che ha interessato una piccola città brasiliana. Migliaia di ragni sono piovuti dal cielo in modo inspiegabile. Dai filmati si riesce a percepire solo una enorme tela in alto da cui i ragni si calerebbero fino a terra ma non è chiaro come sia possibile che la tela, tanto grande, si sia sviluppata così in alto.

sábado, 16 de febrero de 2013

C'è vita nel lago sotto l'Antartide coperto da 800 metri di ghiaccio

Nelle acque del Whillans sono stati trovati organismi unicellulari, vivi e capaci di metabolizzare energia. Considerando che questi specchi d'acqua subglaciali si ritengono del tutto isolati dal mondo esterno, è come se queste forme di vita provenissero da un altro pianeta.



 Sotto al ghiaccio dell'Antartide esistono dei laghi. E in almeno uno di questi laghi - il Whillans - è stata trovata la vita. Degli organismi unicellulari, vivi e capaci di metabolizzare energia, sono stati osservati nei campioni di acqua prelevati dal lago, che si trova a sud-ovest dell'Antartide sotto a 800 metri di ghiaccio, è profondo un paio di metri e attraverso complicate ramificazioni raggiunge la superficie di 60 chilometri quadri. John Priscu dell'università del Montana ha raccontato di queste osservazioni al New York Times: "La scoperta trasforma il nostro modo di vedere il continente antartico".
 Convinzione degli scienziati infatti è che i laghi subglaciali siano ambienti isolati dal mondo esterno. Le forme di vita che li abitano, dunque, si sarebbero sviluppate in modo completamente autonomo: come se da centinaia di migliaia di anni vivessero su un altro pianeta. Anche se questa ipotesi non è certa, e nessuno può escludere che lo strato di ghiaccio sovrastante abbia contaminato l'acqua del lago con tracce biologiche provenienti dall'esterno, le ricerche al lago Whillans restano piene di fascino. E sono seguite anche dalla Nasa. 
 Capire come facciano dei microrganismi a sopravvivere in condizioni così estreme, senza tracce di luce del Sole, potrebbe orientarci nella ricerca di
vita nello spazio. Su altri pianeti e satelliti sono infatti stati trovati oceani liquidi sotto a spesse calotte di ghiaccio. Uno scienziato italiano, Carlo Barbante del dipartimento di Scienze ambientali dell'università di Venezia e del Cnr, ha raccontato le operazioni di perforazione del ghiaccio (penetrato usando acqua calda) e di campionamento del lago attraverso il suo blog. Il 27 gennaio, quando la sonda di perforazione ha raggiunto l'acqua, Barbante ha raccontato: "Dopo aver rettificato il foro abbiamo calato la sonda che ha fornito immagini ad alta definizione del lago. Eravamo tutti in sala di controllo, trenta persone in un container, per vivere questo momento tanto atteso".

Sandy Island, l'isola che non c'è


Sandy Island esiste sulla carta, ma nella realtà è l'isola che non c'è. Riportata da Google Maps e da cartine britanniche, la piccola porzione di terra tra Australia e Nuova Caledonia non è stata trovata da un gruppo di ricercatori, che al suo posto hanno visto solo mare aperto.
Come scrive Riccardo De Palo nel suo blog sul Messaggero:
"Provate ad aprire le mappe di Google, e cercate, nel bel mezzo del mar dei Coralli, tra Australia e Nuova Caledonia, una porzione di terra emersa piccola e dalla forma allungata, denominata Sandy Island. Se non riusciste a identificare immediatamente il luogo di cui sopra - è veramente un punto microscopico nel nulla cosmico del Pacifico meridionale - inserite le coordinate precise: -19.202241,159.916992. Ebbene, questa isola segnata sulle carte da una decina di anni, presente anche in molte mappe ufficiali britanniche, non esiste. O meglio, non si trova più". (...) Le ipotesi sono molteplici.

La prima. I cartografi che ne hanno rivelato la posizione potrebbero essersi sbagliati, e averne posizionato i contorni nel luogo sbagliato. Quindi, bisogna andare a cercare altrove.

La seconda. L’innalzamento degli oceani dovuto all’effetto serra potrebbe avere cancellato del tutto l’isola. Sì, è possibile. Ma perché non se ne sono trovate tracce nell’immediato fondale?

La terza. Qualche cartografo puntiglioso potrebbe avere messo un copyright trap (una trappola per copioni) sulla mappa. Ci si mette un piccolo errore, così chi l’ha riprodotta illegalmente viene immediatamente individuato.

La non-scoperta, per così dire, è stata comunicata a Google ma Sandy Island continua ad apparire sulle sue mappe. Se esistesse, comunque, si chiamerebbe Ile de Sable: la zona è in territorio francese.

IL SEGRETO DI VESTA, L'ASTEROIDE SEMPRE GIOVANE CHE 'RITOCCA' SE STESSO



Come se fosse una una bella donna o una star del cinema, l'asteroide Vesta «ritocca» continuamente il suo aspetto per sembrare più giovane. A scoprire il segreto del più grande asteroide del Sistema Solare è stata la missione Dawn della Nasa. All'analisi dei dati, pubblicata sulla rivista Nature, l'Italia ha partecipato in modo importante con l'Istituto Nazionale di Astrofisica (Inaf). Nonostante non abbia un'atmosfera, come la Luna, la superificie di Vesta non mostra i segni del tempo. Altri dati pubblicati in un secondo studio nello stesso numero di Nature dimostrano che nel tempo asteroidi ricchi di carbonio hanno riversato il loro materiale sulla superficie di Vesta, trasformandola in un puzzle di materiali diversi. Vesta riesce cosi ad apparire sempre «in forma» e brillante perchè le particelle di ferro che rendono opachi tanti altri asteroidi non si accumulano, come ha dimostrato lo spettrometro Vir (Visual and Infrared Spectrometer), lo strumento a bordo di Dawn che parla italiano, realizzato da Agenzia spaziale italiana (Asi) e Inaf. I ricercatori hanno scoperto inoltre che l'aspetto giovane di Vesta tende facilmente a degradarsi, ma ogni volta i piccoli impatti di minuscoli asteroidi agiscono come una sorta di «lifting cosmico» che, sconvolgendone la superficie, restituisce a Vesta il suo perenne aspetto sempreverde.

VISTO IL MESOPLODONTE DI TRAVERS: LA BALENA PIÙ RARA AL MONDO

Due esemplari di mesoplodonte di Travers (Mesoplodon traversii), madre e piccolo, si erano arenati su una spiaggia della Nuova Zelanda nel 2010, ma inizialmente erano stati confusi con una specie più comune, il mesoplodonte di Gray. A rivelare la scoperta è la rivista Current Biology, grazie allo studio condotto da Kirsten Thompson, dell’Università neozelandese di Auckland. Il ritrovamento dei due animali intatti completa molti dettagli relativi al mesoplodonte di Travers, una specie precedentemente conosciuta solo grazie a pochi reperti ossei scoperti negli ultimi 140 anni.







MAI VISTO PRIMA “La scoperta rappresenta la prima prova che questa balena è ancora tra noi e serve a ricordarci quanto poco sappiamo ancora della vita in mare”, commentano i ricercatori. I dati mettono in evidenza quanto sia importante identificare le caratteristiche genetiche per poter riconoscere le specie rare. "E’ la prima volta che questa specie, una balena di oltre cinque metri di lunghezza, viene vista direttamente e abbiamo avuto la fortuna di averne trovate due", commenta Rochelle Constantine, dell'Università di Auckland. "Fino ad ora - aggiunge - tutto quello che sapevamo circa questo cetaceo era dato da tre teschi parziali, ritrovati in Nuova Zelanda e in Cile nell’arco di 140 anni. È straordinario il fatto che non sappiamo quasi nulla di questo grande mammifero".
Le due balene furono scoperte nel dicembre del 2010 a Opape Beach in Nuova Zelanda, ma inizialmente vennero classificate come zifidi comuni (balene dal becco). La loro vera identità venne alla luce solo a seguito dell’analisi del Dna nell’ambito di un programma ventennale che sta raccogliendo dati sulle 13 specie di balene dal becco che si trovano nelle acque della Nuova Zelanda.

BALENA RARA "Quando questi esemplari sono arrivati nel nostro laboratorio, abbiamo estratto il Dna, come siamo soliti fare per campioni di questo tipo, e siamo rimasti molto sorpresi di scoprire che erano due esemplari di mesoplodonte di Travers", prosegue Constantine. Resta sconosciuto il motivo per cui questa specie di balena sia così rara da individuare. "Può essere che sia semplicemente una specie che vive in mare aperto e muore nelle acque oceaniche profonde e solo raramente si avvicina a terra. La Nuova Zelanda – conclude – è circondata da vasti oceani e c’è molta vita marina che rimane a noi sconosciuta".